lunedì 12 settembre 2016

Vino (171) : LUGANA “I FRATI” 2014

Cantina :  Az. Agr. Cà de Frati - Lugana di Sirmione (BS)
Denominazione :  DOC Lugana
Vitigno : Turbiana 100% 
(Trebbiano di Lugana nome locale del Trebbiano di Soave) 
Alcol: 13,0% Vol. 



Diciamo subito, si tratta di un vino raffinato e di eccellente qualità, piena espressione di un territorio dove il vitigno Trebbiano di Soave ha evoluto le proprie caratteristiche, dando vita ad un vino fresco ed elegante da giovane e complesso ed evoluto con il passare degli anni. Si pensa anche che il vitigno potrebbe associarsi al Verdicchio, per alcune caratteristiche olfattive che si sviluppano per il vino in maturità, fra tutte il caratteristico sentore di mandarino.
Comunque questo è un gran bel vino che subito alla vista si presenta di un Giallo Paglierino carico con riflessi dorati, il discreto grado alcolico (13,0°) viene pure percepito da una buona consistenza quasi oleosa.  


Viene affinato in acciaio, a contatto dei propri lieviti per almeno 6 mesi, fatto che gli dona quella complessità olfattiva che lo caratterizza con ricordi fruttati di pesca gialla ed albicocca a note dolci, e poi ancora la frutta candita e la mandorla lievemente tostata. In secondo piano un floreale di fiori di campo gialli ed una mineralità ben espressa su note appena appena ghiaiose.
In bocca equilibrio fra freschezza e morbidezza (equilibrio lievemente spostato verso la prima), con preciso ricordo di frutta gialla e agrumi e con una lieve persistente finale su note minerali, quasi salmastre. 


Bellissimo abbinamento con il Sautè di Cape Tonde de Barena, in stagione una vera leccornia; equilibrio fra vino e cibo tessuto su la non invasiva nota aromatica ed alcolica del vino e la giusta succulenza e persistenza gusto-olfattiva della preparazione.



20 novembre 2015, Trattoria Alla Pesa, Favaro V.to con Giovanni B.

sabato 10 settembre 2016

Vino (170) - MASO MARTIS BRUT ROSÉ

Cantina : Az. Agr. Maso Martis - Martignano TN 
Denominazione: Trento DOC
Vitigni: Pinot Nero (100%)
Grado alcolico: circa 12,5° %  
Sboccatura: Autunno 2014


E’ uno spumante di classe, vendemmia a mano in piccole casse, pressatura soffice delle uve intere fermentazione di un mese e relativa separazione dai lieviti. Il vino, conservato in acciaio, viene imbottigliato la primavera successiva con l’aggiunta di lieviti selezionati, e con una permanenza sugli stessi di 18-24 mesi. 

Si presenta con un delicato color rosa, con bollicine fitte e persistenti (come si usa dire), che portano con se una complessa sensazione fruttata di ribes, piccoli frutti rossi, lamponi, fragoline non del tutto mature ed un floreale di geranio e rosa canina; al naso chiude con sentori di lievito, quasi lattici che ricordano appunto il latte di mandorla.
Al gusto si conferma fresco, vivo, nervoso, di razza; la nota fruttata percepita al naso ritorna elegante e fresca con note agrumate, mela mela Granny smith, ed ancora il ritorno dei piccoli frutti rossi, note gustative che che si fondono assieme e chiudono con una bella nota minerale, quasi gessosa.


Eccellente vino da aperitivo, trova il suo ambiente di abbinamento nelle preparazioni di pesce, fritto in primis ma anche al cartoccio, ed in tutte le preparazioni dove predomina una tendenza dolce ed una certa delicata grassezza.
Grande abbinamento con dei cannelloni di grano saraceno ripieni di verze, coste e patate, su fonduta di bitto; piatto gourmet dei fratelli Di Bari, dove tendenza dolce, grassezza e piacevole untuosità è stata ben governata dalla fresca e complessa effervescenza del vino.  


13 febbraio 2015, Ristorante “Due Spade” a Cernusco sul Naviglio, con Matteo A.

mercoledì 7 settembre 2016

Vino (169) : VIGNA DEL CRISTO LAMBRUSCO DI SORBARA 2015

Cantina :  Cavicchioli - San Prospero (Modena) 
Denominazione : DOC Lambrusco di Sorbara 
Vitigno : Lambrusco di Sorbara 100% 
Alcol: 11,0% Vol.


Onestamente quasi un Rosato, questo Lambrusco cru di Cavicchioli, prodotto da uve coltivate in un vigneto storico in località Cristo nel comprensorio di Sorbara.


Il suo colore rosa cipria, si materializza al naso con una vinosità primaverile che si completa con nette sensazioni floreali (rosa e violetta) ed altrettanto accattivanti, e prevalenti, profumi di frutta quali le fragole non ancora mature, melograno e un finale con leggera sensazione agrumata. 
La spuma rosa chiaro, un perlage decisamente persistente e sufficientemente fine completano l’analisi visiva di un prodotto ben fatto e coerentemente spumantizzato.
In bocca l’equilibrio è spostato però verso le note dure, con una freschezza importante, caratteristica del vino, ottenuto dal ricordato vigneto sulle rive del fiume Secchia, su terreni prettamente sabbiosi che danno vini freschi ma poco adatti all’invecchiamento.


In degustazione si percepisce, oltre la chiara nota di freschezza, una appena percettibile tannicità, un delicato fruttato di ribes e frutti di bosco che lascia nel finale sensazioni di velata sapidità.
Al di là degli usuali abbinamenti, un vino assolutamente adatto al pesce in frittura, un gran bell’equilibrio fra le richieste del cibo date dalla aromaticità e tendenza dolce, incrementate dal tipo di cottura, e la frizzante freschezza del vino: non ultimo il delicato equilibrio fra la appena percettibile untuosità del fritto ed il lieve residuo tannico del vino.  


Un vino semplice, un fritto semplice da bancarella del mercato, un' ottimo risultato spendendo veramente poco!!   


29 luglio 2016, Rovigo, via X luglio.

venerdì 2 settembre 2016

Ingegneria 18 : RIPARAZIONI E MIGLIORAMENTI SISMICI CON L'IMPIEGO DELLA FIBRA DI CARBONIO


Lo Studio di Ingegneria Avanzi di Rovigo si occupa da anni della Progettazione relativa a RIPARAZIONI e MIGLIORAMENTI SISMICI negli edifici in muratura mediante cinturazione con nastri in fibra di carbonio (CFRP - Carbon Fiber Reinforced Polymer). Per informazioni e preventivi



LE FOTO DI ALCUNI INTERVENTI:

Casa di civile abitazione Rovigo

Casa di civile abitazione Rovigo

Casa di civile abitazione Rovigo -  Particolare CFRP

Casa di civile abitazione Rovigo - i nastri in CFRP

Riparazioni  Murature

Edificio Scolastico Castelmassa (RO)


Edificio Scolastico Castelmassa (RO) - Prove di Trazione sui CFRP

Edificio Scolastico Castelmassa (RO) - Posizionamento CFRP


Edificio Scolastico Castelmassa (RO) - Risultato Finale

Casa Civile Abitazione Ferrara


Casa Civile Abitazione Ferrara - Particolare CFRP

Casa Civile Abitazione Ferrara - Lavorazione CFRP


















giovedì 25 agosto 2016

Vino (168) : CAMBRUGIANO RISERVA 2012

Cantina :  Cantine Belisario - Matelica (MC) 
Denominazione :  DOCG Verdicchio di Matelica Riserva
Vitigno : 100% Verdicchio Bianco 
Alcol: 13,5% Vol. 


Ricordi di tarda giovinezza mi legano al Cambrugiano, vino che raramente trovo, e che ho conosciuto alla fine degli anni ottanta con il mio “girovagare” all’interno delle Marche in ricerca di cantine ed altro. 


Una splendida maturazione con l’80% in acciaio e il solo 20% in legno mantiene innalterarte le caratteristiche del Matelica, ovviamente Verdicchio, magicamente tessute equilibrando le note fruttate con la sua inconfondibile sapidità.
Questo 2012 si presenta già importante di colore, con un giallo carico, limpido senza particolari segni di alterazione tecnologica.
Naso importante, appagante, dove le note fruttate, in primis, portano la mente verso orizzonti tropicali con piantagioni di ananas, papaya e leggero dattero. Floreale complesso che possiamo definire come fiori di campo, prevalentemente gialli quali la ginestra e la camomilla.


In bocca arlecchinesco, variabile e stratificato secondo lo stato di degustazione e di abbinamento.
Eccolo sufficientemente fresco in ingresso, ma subito rotondo e complesso con una carica di scorza di agrumi canditi supportati da un caldo fondo minerale.
Si ritrovano, piano piano tutte le sensazioni individuate al naso, frutta tropicale evoluta, calde sensazioni gustative che poi, in abbinamento, daranno connotazioni particolari e raramente disponibili.
Un grande crudo con pesci in carpaccio: Orata, Branzino, Dentice, Lucerna, Cefalo, Ricciola, Filetto e Ventresca di Tonno, una non usuale sequenza che solo un vino camaleontico può essere in grado di seguire.



Va da se che non per tutti è stato il massimo; un po’ sopra le righe con Luserna e Cefalo, in un meraviglioso equilibrio con Orata, Branzino in taglio largo, Dentice, stratosferico con Ricciola e Tonno.
In discorso a parte merita la ventresca con la quale l’abbinamento è stato di così alto livello da crearmi sensazioni di stupore; la sapidità del vino con la dolce grassezza del pesce è un abbinamento logico e canonico, ma quanto buono era…..
     

12 maggio 2016, Makorè, Ristorante e Pescheria di Ferrara.

sabato 20 agosto 2016

Vino (167) : FRILULANO MARCOSARA 2015

Cantina :  Marco Sara - Povoletto (UD)
Denominazione :  COF Friuli Colli Orientali
Vitigno : Friulano (Tocai Friulano) 100% 
Alcol: 13,0% Vol. 




“Vino Biologico” -  riportato etichetta mi fa piacere ma non di più, GIÀ DETTO ALTRE VOLTE, per me due sole categorie: vini buoni e vini meno buoni - preconcetti stereotipati o modaioli non fanno certo per me !!!

Questo MarcoSara Friulano 2015 fa sicuramente parte dei “vini buoni” e forse anche di più, mi è piaciuta la sua “franchezza” rispettosa del vitigno e la sua mineralità irrinunciabile in un TOCAI.
Ma andiamo con ordine, giallo paglierino alla vista, con appena appena nuance verdoline, fluido e “cristallino” alla rotazione.
Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di mela, pera e pesca seguite da aromi di ananas, agrumi, nespola ed un floreale di ginestra; una nota distinta di timo selvatico finale conferma completamente il solo passaggio in acciaio.



In bocca immediato un buon attacco fresco e piacevole, anche discretamente morbido, con un sufficiente equilibro dato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di mela, pesca, che si fondono in una gradevole e pulita sapidità.
Una sensazione di appagamento accompagna il ricordo finale, un - gran bello e pulito (*) - Tocai di cui sentivo proprio la mancanza.
A Venezia l’ho abbinato con un insieme di “cicchetti” composto da acciughe sia classiche che marinate, uno stupefacente Baccalà Mantecato (battuto a coltello), l’insalata di Dentice, il Baccalà ed il Polpo in umido.


Gusti anche alquanto diversi (si pensi alle acciughe marinate) ma resi docili e abbinabili dalla grande freschezza e mineralità di un vino che, nella sua elegante struttura, mi è proprio piaciuto!!!   

(*) perdonate la bruttura lessicale.
  

18 Agosto 2016, Osteria “Del Cason”, Venezia. 

martedì 16 agosto 2016

F(09) : DEGUSTAZIONE FORMAGGI JEAN D’ALOS DI BORDEAUX

Era parecchio tempo che volevo assaggiate le mitiche tome di Jean d’Alos, famoso affinatore di formaggi di Bordeaux. Finalmente sono riuscito in questo mio intento acquistando nel suo negozio in rue Montesquieu 4 (nel Triangolo d’Oro gastronomico della capitale d’Aquitania), la Tome de Bordeaux, la Tome d’Aquitaine e la Tome des Recollets. Prodotte nella Valle della Loira, con latte caprino e/o vaccino, vengono affinate in grotte di sua proprietà nel Bordelais, con personalissimo stile.
A completamento della degustazione ho aggiunto altri due grandi e famosi formaggi provenienti da altre regioni di Francia geograficamente agli antipodi, il Saint-Nectaire e il Maroilles, che hanno determinato, com’era nelle mie intenzioni, un corretto crescendo gustativo.




TOME D’AQUITAINE
La prima in degustazione è stata questa toma affinata nel Sauternes, il celeberrimo vino dolce botritizzato della zona. La pasta è bianca, dalla consistenza cremosa e setosa, mentre la crosta dorata ben manifesta il trattamento con il Sauternes, ed altri vini dolci locali, per tre mesi in grotta. L’aroma al naso è delicatamente pungente e fruttato, al palato l’equilibrio tra dolcezza e sapidità, donato anche dal latte di capra, viene piacevolmente accompagnato dalle note fruttate e vinose del Sauternes usato per l’affinamento. Si ottiene quindi un formaggio iniziale estremamente equilibrato e gradevole.




TOME DE BORDEAUX
Questa toma è realizzata con puro latte caprino, e per l’affinamento Jean d’Aloe si è ispirato ad un caratteristico formaggio corso, il Brin d’Amour. Durante i tre mesi di stagionatura la crosta è trattata con una miscela di erbe aromatiche, tra cui timo, santoreggia, coriandolo, finocchio e ginepro. La pasta, ancora elastica visto il breve affinamento, assume così intense note erbacee pur mantenendo percettibili sensazioni caprine sapide, caratteristiche. Buona persistenza con ricordi finali lattici resi complessi da note vegetali che l’affinamento non ha completamente assopito.


TOME DES RECOLLETS
Due latti, caprino e vaccino, sono ala base della produzione di questa toma affinata da Jean d’Alos. Dopo il lavaggio in vino Sauternes, la crosta viene cosparsa di un denso strato composto da cinque erbe e spezie, in particolare bacche di ginepro, santoreggia, peperoncini di Caienna e pepe bianco e nero, che per osmosi, durante i quattro mesi di affinamento, conferiscono al formaggio una gradevolissima nota fra il piccante ed il floreale. il naso è ovviamente governato dalle spezie, che si fondono nel loro insieme portando verso sensazioni complesse, ma tutto sommato fini e vegetali; le stesse si ritrovano anche in bocca e sono esaltate dall’abbinamento con il vino.



SAINT-NECTAIRE (Monts Dore, Alvernia)
Famoso formaggio prodotto nella vulcanica terra d’Alvernia, deriva probabilmente il suo nome dal maresciallo di Francia Henri de La Ferté-Senneterre che lo fece conoscere alla corte del Re Sole, e così al grande pubblico. E’ un formaggio a pasta pressata non cotta, in cui il latte vaccino della mattina e della sera viene messo a coagulare in un recipiente detto “gerle” (coagulazione lattica), per poi essere formato negli stampi e pressato. L’affinamento (che un tempo avveniva sulla paglia di segale) dura fra le tre e le sei settimane, durante il quale viene lavato con acqua salata e sviluppa naturalmente una crosta variegata bianca, gialla e rossastra. La consistenza è tenera e burrosa, al naso è finemente terroso con sentore di lieviti, mentre al palato predominano le note nocciolate oltre a quelle floreali.


MAROILLES (Thiérache, Piccardia)
Questo è un formaggio a crosta lavata prodotto con latte vaccino fin dal’anno mille nell’abbazia benedettina di Maroilles nella zona della Thiérache, nella nordica regione della Piccardia. Viene affinato tre o quattro mesi dopo la salagione avvenuta in salamoia, e successivamente lavato periodicamente con acqua salata addizionata da lieviti “rossi”.
Si presenta con una pasta morbida ed untuosa, ed un bouquet abbastanza forte nel quale si riconoscono il fungo e il pomodoro. In bocca si ritrovano le sensazioni olfattive con una buona scioglievolezza ed un gusto deciso verso note terrose e lievemente piccanti.




In abbinamento ho scelto un importante vino appunto della zona di Bordeaux acquistato, questo in Italia, nel mio solito supermercato; questo SAINT EMILION GRAND CRU AOC 2011 della Union de Producteurs de Saint-Emilion, ha fornito ulteriore piacevolezza alla degustazione, integrando perfettamente la sua spalla acida con la tendenza dolce dei formaggi e creando una “affinità elettiva” integrando le note fruttate complesse del vino con raffinata rusticità dei formaggi. Per la scheda del vino vi rimando al link:

SAINT EMILION GRAND CRU AOC 2011





14 agosto 2016, Rovigo, via X luglio.