mercoledì 10 giugno 2026

Vino (478) : TURCHETTA CAREZZABELLA

Cantina : Il Frutteto di San Martino - San Martino di Venezze - RO
Tipologia : Turchetta Veneto I.G.T.
Vitigno : Turchetta 100%.
Alcol: 13,0% Vol.
Note: Vino Biologico





La Turchetta è un raro vitigno autoctono a bacca nera del Veneto, oggi considerato quasi “di recupero”. È originario soprattutto delle province di Padova e Rovigo, in particolare dell’area del Polesine e della bassa padovana. Negli ultimi anni alcuni produttori veneti hanno iniziato a recuperarla per valorizzare la biodiversità viticola locale. Di fatto è un vitigno interessante anche dal punto di vista agricolo essendo "poco bisognoso" di cure e quindi adatto anche alle situazioni non specifiche. Si tratta di un'uva ancora poco coltivata anche nelle zone di origine, si pensi che è stata iscritta ufficialmente nel Catalogo nazionale delle varietà di vite nel 2007. 





Ma il vino non è male, attrae anche per il fatto di essere "raro", comunque un certo grado di "classe" dobbiamo senz'altro riconoscergli: tannino presente ma non aggressivo e corrispondente morbidezza che lo rende facilmente abbinabile ai piatti più disparati. Nel mio caso specifico, una domenica in famiglia, ho abbinato il "mio Turchetta" con dei Tortellini al Ragù e con un Salame (ancora fresco e di casa) spellato ed al forno con le relative patate arrosto. Il "mio" non era ovviamente "mio" ma di una azienda locale che ha presentato un vino "abbinabile" e decisamente interessante. Rosso davvero impenetrabile, buona consistenza ed apprezzato profumo di viola che si mescola, in un'insieme di sensazioni profonde, con fiori scuri e foglie di Cassis; ed ancora note precise di cacao e pepe nero. Tannico in bocca, come detto, ma rispettoso delle note fruttate di marasca e forse mirtillo; discreto finale sia in persistenza che in freschezza.





Fino a qualche anno fa non avrei mai detto di poter "gestire" anche un (semplice) menu domenicale con un vino Polesano, interessante e per certi versi che non ha nulla da invidiare al Raboso, il vino che probabilmente avrei scelto per continuare la territorialità che stavo degustando. W Corte Carezzabella !!








05 Aprile 2026, Via X Luglio in Rovigo, pranzo in famiglia.

giovedì 28 maggio 2026

91 - Cucina : RISOTTO CHAMPAGNE PARMIGIANO E PEPE BIANCO

L'abbiamo già visto in questo BLOG, la mantecatura è l'operazione finale, di un risotto, dove a fuoco spento si legano gli ingredienti fra loro normalmente con formaggio grana e burro. Ecco una versione elegante e mantecata del risotto allo Champagne, cremoso e personale 



Ingredienti (per 4 persone)

- 320 g di riso Roma (il mio preferito..... portate pazienza) 
- 1 scalogno 
- 40 g di burro 
- 4 cucchiai di olio extravergine 
- 120 ml di Champagne brut 
- circa 1 litro di brodo vegetale caldo, o più 
- 50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato 
- sale e pepe bianco q.b. 
- (Facoltativo: un cucchiaio di panna fresca + Champagne) 


Preparazione

Faccio andare in un tegame un po' di olio extravergine con un battuto sottile di scalogno (meglio) che eventualmente posso sostituire con cipolla tritata assieme ad una puntina di aglio, faccio imbiondire appena e verso il riso (70 gr/persona) operando la tostatura dello stesso cioè sino a quando diventa traslucido. Sfumo con il bicchiere di Champagne, consumato il quale continuo la cottura aggiungendo mano a mano il brodo vegetale bollente. 






Dopo circa 16–18 minuti, spengo il fuoco. Manteco il risotto con il restante burro e il Parmigiano; Se voglio potrei aggiungere poca panna fresca diluita con un goccino di Champagne. 

Regolo di sale (se necessario .... non lo dovrebbe !!) e sul singolo piatto, prima di servire, do una bella "grattata" di pepe bianco, preferibile al nero perché più delicato e non copre il gusto fine delle bollicine.







Preparo questo risotto, od altri simili,  alla fine delle degustazioni del vino specifico come chiusura della serata: un piatto non invadente e che ricorda l'oggetto della degustazione mi ha sempre "intrigato"; tante volte l'idea è stata apprezzata dai commensali, non sempre, ma "tante volte" può bastare .........







venerdì 15 maggio 2026

Vino (477) : PRAELATUS RABOSO SPUMANTE

Cantina : Abazia Di Praglia - Teolo - PD 
Tipologia : Vino Spumante Rose Extra Dry
Vitigno : Raboso 100%.
Alcol: 11.5% Vol.
Note: Metodo Charmat






Un interessante spumante ottenuto con il classico metodo Charmat (o Martinotti) e che quindi (notizia per chi da poco si interessa di vino) passa il suo tempo, per diventare spumante, in grandi autoclavi di acciaio. Il vitigno poi è veramente interessante: il Raboso, uva a bacca nera, uno dei simboli della vecchia viticoltura Veneta, con il mome che deriva dall'aggettivo "Rabbioso", ben descritto dalle elevate acidità e tannicità. Interessante perché ben fatto, a suo modo raffinato, un giusto compagno per le "prossime" serate estive. 





Di un accattivante color Rosa profondo, mostra un discreto perlage, non finissimo, ma intrigante. Il naso, è decisamente espressivo con sentori con frutti rossi che la fanno da padrone (ribes e melograno) con un finale ben definito da fiori freschi ed agrumi. Spiccata acidità in bocca ben equilibrata dal suo essere "Extra Dry" e quindi non particolarmente secco, belle sensazioni di frutta e chiusura discretamente armonica appunto piacevolmente fruttata. 





Un vino aperitivo ma anche a tutto pasto sia verso i salumi di tradizione veneta che le elaborazioni "casalinghe" delle carni come polpette e polpettoni (come abbiamo fatto Noi i un semplice pranzo domenicale). Mi preme ricordare però che anche cibi grassi e più strutturati quali salumi cotti o formaggi di media stagionatura lo potrebbero rendere decisamente interessante. 





05 Aprile 2026, Via X Luglio in Rovigo, pranzo in famiglia.

sabato 9 maggio 2026

Vino (476) : CHAMPAGNE BEAUMONT DES CRAYÈRES GRAND MEUNIER

Domaine : Beaumont des Crayères - Mardeuil (dipartimento della Marna)
Appellation : AOC Champagne Extra Brut Réserve 
Cépages : 100 % Pinot Meunier
Alcol: 12,0 % Vol
Note: CM – Coopérative de Manipulation





Questo Champagne è definito dalla Guide Hachette des Vins (una delle guide più autorevoli) come un “vin très réussi” (molto riuscito); in essa si evidenziano finezza, precisione e buona persistenza. Direi non male in quanto mi trova completamente in accordo, inoltre mi sento di aggiungere anche "equilibrio" dovuto ad un basso dosaggio. La sua definizione "Extra Brut" indica uno champagne molto secco, con un residuo zuccherino estremamente basso, generalmente compreso tra 0 e 6 grammi per litro, condizione normalmente applicata a vini "importanti" che appunto chiudono la spumantizzazione senza particolare bisogno di dosaggio.





la Vallée de la Marne, una delle 4 grandi aree della Champagne, argillosa, fredda, umida è l'ideale per il Pinot Meunier che risente meno dei suoi fratelli, Chardonnay e Pinot Noir, delle variazioni climatiche, naturali, che sono in atto.... ma non vorrei annoiarvi ulteriormente. Passo quindi alla degustazione notando, in una veste giallo oro un buon perlage, abbastanza intenso e persistente. AL naso subito frutta a polpa bianca, poi entrano gli agrumi, equilibrati, che non nascondono le note burrose di pasticceria. Rotondo, morbido, non invasivo in bocca, la discreta freschezza e la mineralità, portano anche ad un discreto finale su note fruttate. 






Noi lo abbiamo degustato come "aperitivo" con crostini e "piccoli assaggi"; lo proverei con un Comté DOP giovane e fruttato ..... credo che si avrà a che fare con una vera delizia !! 


Nota: Comté DOP formaggio a pasta pressata e cotta prodotto in Francia della zona del massiccio dello Giura. Per me (detto molte volte nel mio Blog) uno dei migliori formaggi in assoluto.




23 Aprile 2026, Enoteca "Sur Lie" in Rovigo, con Angelo B. e Pietro C.

venerdì 24 aprile 2026

Vino (475) : TERANOV LIKER - VINAKRAS

Cantina : Vinakras - Sežana, Slovenia
Denominazione : Kras Teran PTP 
Vitigno : Terrano 100% 
Alcol: 15 % Vol.
Note: Teranov Liker = Terrano Liquore





Il Terrano è un vitigno a bacca rossa che fa parte della famiglia dei Refoschi. Ma nello specifico è meglio chiarire che quello di cui parliamo, il Refosco dal Peduncolo Verde (Refosco Istriano o Refošk), è il vitigno, mentre il Terrano è il vino. 
Per non confondere troppo i nostri concetti oggi parliamo di Teranov Liker, un vino aromatizzato, assolutamente non banale, ottenuto aggiungendo zucchero ed aromi naturali (secondo una ricetta tradizionale carsica) ad un vino rosso Teran PTP. Vino appunto prodotto da uve Refosco (Refošk) coltivate sulla tipica "terra rossa" del Carso Sloveno, un terreno ricco di ferro in grado di caratterizzarne il profilo in modo deciso e caratteristico. 





In pratica ci troviamo in cospetto ad una "gradevolissima" via di mezzo tra vino da dessert e liquore; vino con un corpo e un colore impenetrabili, dominati da un viola intenso, presenta un naso esuberante e speziato dove frutti di bosco (lampone, mora), arancia, vaniglia, spezie (cannella, chiodi di garofano) la fanno a padrone. In bocca un sapore fruttato-dolce, pieno e armonioso si snoda attraverso le spezie che però non coprono sensazioni evolute di frutta che mantengono il vino ad un buono e piacevole grado di freschezza. 





Può essere servito anche come aperitivo "sui generis" ma a mio parere trova il suo massimo quando si accompagna a dolci da forno od a formaggi erborinati o a formaggi a pasta dura, tipici del Carso quali il Jamar, il Pecorino Carsico ed il "magico" Tabor. 








30 Gennaio 2026, "Antico Coghetto" in Rovigo, con Lore Bar e Maurizio M.

venerdì 17 aprile 2026

Vino (474) : PENTARIS 2020 EXTRA BRUT PIEMONTE

Cantina : Colombo Antonio e figli - Soc. Agr. Semplice - Bubbio (AT)
Denominazione : Piemonte Doc Spumante Millesimato
Vitigno : Blend 50% Pinot Nero e 50 % Chardonnay 
Alcol: 12,5% Vol.
Note: Minimo 30 mesi sui lieviti




A mio parere il "Pentaris" è un prodotto di punta di questa Cantina Piemontese, "fuori zona" per la produzione dei Metodi Classici. Infatti non dimentichiamo che con questa cantina collabora Riccardo Cotarella uno dei più autorevoli enologi del panorama internazionale, una guida fondamentale per realizzare un prodotto in stile moderno che è stato presentato in prima annata nel 2020. Sono il Pinot Nero e Chardonnay,in parti uguali, che conferiscono al vino base la giusta freschezza ed una avvolgente eleganza sino ad ottenere uno spumante "di nicchia" per il nostro panorama nazionale. Dopo la vendemmia si esegue una pressatura molto delicata. Il mosto migliore viene sottoposto a chiarifica statica, seguita da una fermentazione alcolica a temperatura controllata (13–14°C) in vasche di acciaio inox. 




La seconda fermentazione avviene in bottiglia secondo il Metodo Classico, per circa 40–50 giorni nelle fresche cantine sotterranee di Colombo, con successivo affinamento sui lieviti per un periodo di almeno 30 mesi. Seguono il tradizionale remuage su pupitre e il dégorgement à la glace. Il vino si presenta subito con un bel giallo paglierino brillante che colora un perlage finissimo e persistente. Il naso è "abbastanza classico" con frutta gialla matura, note di lievito e lieve tostatura. Fresco e "cremoso" in bocca vira su sensazioni gustative complesse (per uno spumante italiano) come arachidi ed anacardi "da fiera". Chiude con un lungo finale di buona mineralità.




Un signor aperitivo, per Noi; se fossimo stati più fortunati, al mare nel giusto ristorante di pesce, l'avremmo abbinato a frutti di mare, rigorosamente gratinati .... troppa struttura per le crudité !!




13 Novembre 2025, Osteria Ai Trani a Rovigo, con i Luca DB.

venerdì 3 aprile 2026

Vino (473) : SOLARIS PIWI REPANDA 2023 IGT

Cantina : Cantina Roeno - Brentino Belluno VR 
Denominazione : IGT
Vitigno : Solaris 100% 
Alcol: 13.5%
Note: uve PIWI - acronimo di "PILZWIDERSTANDSFÄHIG", varietà resistenti o tolleranti alle malattie fungine, come oidio e peronospora; non necessitano di trattamenti fitosanitari.





Solaris è un vitigno PIWI, nato in Germania dall' incrocio di diverse varietà di vite. E' un incrocio in grado di sopportare naturalmente gli attacchi fungini, come peronospora e oidio. Con questo vino Roeno ha pertanto rinunciando all'uso di anticrittogamici, insetticidi e diserbanti. Le uve Solaris, vinificate in acciaio, a temperatura controllata, danno un vino di spiccata personalità e freschezza, ulteriormente strutturati da un invecchiamento di almeno 6 mesi in acciaio a contatto con le fecce nobili. 





Di un bel giallo paglierino si presenta al naso con un'insieme di sensazioni fruttate e vegetali evolute; sicuramente assieme alla frutta tropicale come ananas e papaya, si riconoscono sia profumi di fieno tagliato che di fiori gialli. Questi "descrittori" di impatto olfattivo si ritrovano anche in degustazione con precise note di frutta gialla evoluta, erbe aromatiche, supportate da media freschezza e una lunga persistenza anche minerale.




 
Perché no con un baccalà alla Polesana ( ... lievemente "Rosso") ed una ghiotta Polenta Integrale. Un gran bel mangiare che fa scoprire anche il "poco noto" Polesine !! 





13 Marzo 2026, Trani - Osteria in Rovigo, con Amici SenzaGiacca GV.

mercoledì 18 marzo 2026

Vino (472) : NAIF METODO CLASSICO PAS DOSÉ

Cantina : Cantina Sociale di Gualtieri s.c.a. - Gualtieri (RE)
Denominazione : VSQ Lambrusco Reggiano 
Uvaggio : Lambrusco Sorbara, Ancellotta, Viadanese
Alcol: 12,5 % Vol.
Note: Fermentazione in bottiglia - 12 mesi sui lieviti 




Le uve di Ancellotta, sono ideali per la produzione di vini frizzanti soprattutto in assemblaggio con i Lambruschi. Peraltro la Viadanese o Lambrusco Viadanese produce mosti intensamente colorati, con buona acidità, tannino moderato e un profilo zuccherino generalmente equilibrato, altre doti assai valide per lo stile tipico dei Lambruschi mantovani ed emiliani. Ecco che questo assemblaggio con il Lambrusco di Sorbara porta il vino a "sopportare" il Metodo Classico per ottenere un prodotto (per i Lambruschi) di livello superiore. Con un equilibro perfetto delle tre vigne, e con le classiche operazioni di spumantizzazione in bottiglia, si ottiene infatti un Lambrusco "sui generis" adatto a farsi ricordare nel tempo. 




Il Metodo Classico, in questo caso, esalta complessità e finezza, di solito non presenti nei Lambruschi, creando un prodotto di alta qualità organolettica, di buona struttura e di piacevole e decisa persistenza. Di un bel Rosso Rubino, al contrasto si carica di riflessi più evoluti; naso importante verso il classico "cassis" francese, il mirtillo e la viola. Morbido, ma non troppo, in bocca non tradisce l'idea consolidata del Lambrusco seppur qui lo spessore gusto-olfattivo è decisamente superiore. Tannini mai invadenti e buona sapidità si integrano sulle note fruttate gestendo un prodotto non usuale e decisamente piacevole. 




Per noi il solito aperitivo, composito di snack, che ci ha sorpreso per la qualità del vino e la sua capacità di rendere "importante" una serata usuale.









06 Marzo 2026, "Antico Coghetto", in Rovigo, con Lore Bar e Maurizio M.

giovedì 12 marzo 2026

Vino (471) - BELA SPUMANTE ČOTAR

Azienda: Vina Čotar - Gorjansko Komen, Slovenia
Denominazione: Vinja Peneče Belo (Vino Spumante Bianco) 
Vitigni: 50% Malvasia Istriana - 50% Vitovska
Gradazione : ~12,0 % Vol. 
NOTE: Vino Naturale Non Filtrato




Il Bela Spumante – Čotar è uno spumante bianco naturale prodotto dalla cantina slovena Vina Čotar situata a Gorjansko nell’area del Carso (Kras), vicino al confine tra Slovenia e Italia.
Si tratta di un vino decisamente interessante prodotto in circa 3.000 bottiglie all'anno; uno spumante il cui vino di partenza, Malvasia Istriana e Vitovska, sosta più di 3,0 anni in grandi botti di rovere. 



La classica rifermentazione naturale in bottiglia avviene con mosto di uva appassita, il cosiddetto Metodo Ancestrale: In questo processo, non si utilizzano zuccheri esogeni o lieviti selezionati per la presa di spuma, ma si sfrutta il mosto ottenuto da uve appassite ricco di zuccheri naturali che fanno ripartire la fermentazione in bottiglia. Il vino risultante presenta quindi un sedimento di lieviti sul fondo che rende caratteristica questa tipologia di spumanti. E' l'approccio tipico dei vini "naturali e biodinamici" a cui il nostro spumante appartiene.




Da un bel giallo paglierino iniziale si passa ad un giallo più profondo (sedimento) man mano che si procede con il servizio. Interessantissimo il naso, subito deciso di frutta gialla, e poi con chiusura floreale ben sorretta da note di finali di lievito. Un sorso fresco, sapido e minerale, è accompagnato da una buona spumantizzazione fine ed abbastanza persistente. Una classica insalata di mare (senza limone !!) ha fatto da "contrasto" al vino, definendo in modo completo questo tipo di abbinamento; morbidezza del piatto e piacevole struttura del vino si sono incontrate sulla strada di una ricercata piacevolezza. 





19 Febbraio 2026, "Antico Coghetto" in Rovigo con Lore Bar e Maurizio M.

martedì 3 marzo 2026

Vino (470) : CRÉMANT DE LOIRE CUVÉE PLATINE

Domaine: Caves Louis de Grenelle - Saumur, Francia
Denominazione : AOC Crémant de Loire
Uvaggio: Cabernet Franc 10%, Chardonnay 20%, Chenin Blanc 70% 
Gradazione alcolica: 12,0 % Vol.
Nota: in bottiglia 18/24 mesi sui lieviti





Un Crémant di "dosaggio" Brut decisamente interessante per la zona, la Loira, e l'uvaggio non usuale. Lo Chenin Blanc presente per circa il 70% conferisce allo stesso un giusto grado di "freschezza" che lo rende decisamente gradevole all'assaggio. Infatti il vitigno detto anche «Pineau de la Loire» presenta acidità naturalmente elevata che lo rende capace, in modo unico, di produrre praticamente ogni stile di vino bianco. Questa caratteristica, come è noto, risulta particolarmente utile nella produzione degli spumanti e di questo fatto, il Crémant di Louis de Grenelle, se ne giova in modo particolarmente efficace.



 
La menzione "Cuvée Platine" è una denominazione di prestigio o fascia alta utilizzata da diversi produttori della Loira per indicare una cuvée selezionata, spesso caratterizzata da particolare attenzione nelle operazioni di coltivazione delle uve e nella attenta spumantizzazione. Il nostro dunque presenta una colorazione giallo paglierino costellata di bollicine fini e persistenti. Il naso è pulito e diretto, con aromi dominanti di limone, mela cotogna e fiori di tiglio. Il palato è fresco, con acidità vivace ma ben bilanciata da una certa morbidezza. Il finale è lungo con note minerali e fruttate che riconducono a fragola e ribes. 





Ottimo come aperitivo, noi l'abbiamo degustato, senza pretese, con un toast prima di cena; meglio sarebbe stato abbinarlo a dei formaggi a crosta fiorita accompagnati da fritti di verdura, in modo da bilanciarne la freschezza e recuperare in pieno la piacevole struttura fruttata ..... lo faremo !!




29 Gennaio 2026, "Antico Coghetto" in Rovigo con Lore Bar e Maurizio M.

lunedì 16 febbraio 2026

Vino (469) - VESPA BIANCO 2007 BASTIANICH

Cantina : Bastianich - Cividale del Friuli UD
Denominazione: IGT Venezia Giulia
Vitigni: Picolit 10%, Sauvignon 45%, Chardonnay 45%
Grado alcolico: 14,0 % 





Sinceramente, un vino bianco di circa vent'anni non l'avevo mai bevuto. Ben inteso parlo di un vino "normale" e non di un passito, liquoroso od altro di simile. Ho pensato di scaraffarlo (come un rosso della stessa età), operazione mai fatta e mai vista fare per un vino bianco; nel nostro caso le uve vengono vinificate separatamente con il 50% specifico in acciaio e la seconda metà in botti di rovere da 5 e 40 ettolitri. Si completa con un lungo Bâtonnage (rimescolatura delle fecce fini) prima delle operazioni di imbottigliamento. Dunque un bianco evoluto, ma 20 anni sono 20 anni ....




La caraffa ci ha subito mostrato un giallo luminoso, pulito e con pregevoli sfumature giallo oro. Comunque la curiosità era l'analisi olfattiva in quanto privi di riferimenti specifici: cera e miele subito frammiste ad una mineralità "sconvolgente". Dunque un naso complesso, non solo fresco e salino ma anche in grado di fornire note di frutta gialla evoluta e sensazioni vegetali di sottobosco. In bocca avvolgente, decisamente fine, una vera meraviglia per complessità e varietà di sensazioni gustative che cambiano e si evolvono sino ad un lungo finale decisamente sapido e persistente.





Perchè no una "crosta fiorita" in abbinamento prima di cena. Ecco che un "Camembert de Normandie", fresco e complesso allo stesso tempo si è ben rapportato con il vino che comunque, anche da solo, era in grado di farsi ricordare a lungo.

N.B. Formaggi di "Punto Alimentare Bottega" di Rovigo.



04 Febbraio 2026, "Antico Coghetto" in Rovigo con Lore Bar e Maurizio M.

mercoledì 11 febbraio 2026

Vino (468) - PINOT NERO 2014 VIGNALTA

Azienda: Società Agricola Vignalta S.S. - Arquà Petrarca - PD
Denominazione: Veneto IGT
Vitigni: Pinot Nero 100%
Gradazione : 13,5 %Vol




Non si tratta solamente di una questione di gusti o di idee fossilizzate: certi Pinot Nero prodotti in Borgogna difficilmente trovano degni concorrenti di pari livello. Che cosa dovremo quindi pensare del nostro Pinot Nero prodotto sui Colli Euganei, che segue appunto le tecniche Borgognone e che quindi viene vinificato con raspo e che poi fermenta e matura in rovere francese. 




Io ne penso "bene"; lungi dalle caratteristiche di un Gran Cru però, con il giusto invecchiamento, il vino si presenta in discreta forma fornendo un assaggio decisamente maturo e piacevole. 



Scaraffato, come età consiglia, si è mostrato con un bel Rosso Rubino e sfumature rosso granato, di buona trasparenza. Al naso pulito, gradevole, ed elegante, apre con note di ciliegia, e frutta rossa in generale e con un deciso floreale di viola; non ultima una gradevole nota di cioccolato. In bocca attacco "giustamente tannico" e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, ed ancora, nonostante gli anni, una percettibile freschezza. Il discreto finale è decisamente fruttato con ricordi di prugna e lampone.




In abbinamento i formaggi di una "domenica ad Asiago" ci hanno fatto divertire, pensare alla Borgogna ed ad altre cose .....




30 Gennaio 2026, a "L'Antico Coghetto" in Rovigo con Maurizio M. e Lore Bar.

mercoledì 28 gennaio 2026

Vino (467) - CLOS DE SAINT DENIS GRAN CRU 2008

Cantina : DOMAINE STEPHANE MAGNIEN - Morey-Saint Denis - Borgogna
Denominazione: Appellation Clos-Saint Denis Contrôlée
Vitigno: 100 % Pinot Nero
Grado alcolico: 13,50 %





Questo Clos Saint-Denis Grand Cru 2008, del fuoriclasse Stéphane Magnien, incarna la più pura espressione del Pinot Nero di Borgogna. Nel BLOG avevamo già degustato il 2007, Vino (85), nel 2014 con una "magica soddisfazione" riportata nel relativo articolo a cui rimando. Ora il 2008 degustato nel 2026 ci ha letteralmente lasciato "senza parole". Vigneto impiantato, dai monaci dalla Chiesa di Saint Denis de Vergy all'inizio del 13° secolo, giace su un sottile livello di terreno calcareo appoggiato sulla stratificazione di roccia giurassica tipica della Côte de Nuits. Il vino è invecchiato da 14 a 24 mesi in botti di rovere e non chiarificato, né filtrato; colpisce di fatto per una finezza ed una complessità fuori dai soliti schemi e che non è dato trovare facilmente. 




Rosso rubino intenso con note violacee, al naso trasmette immediatamente una nota di freschezza che lascia stupiti pensando ad un vino del 2008, freschezza che si connatura con note decise di prugna e menta. Floreale ovviamente di viola ed altro, sviluppa in seguito le sensazioni di frutta scura, cacao, mora e cassis. Anche balsamico ma questo non è niente rispetto ai tannini raffinati e levigati che conducono a un finale lungo, elegante, minerale di grande purezza. 




Nei miei ricordi raramente ho assaggiato un vino di questo livello, un vino che porta con se tutta la grazia e la profondità del leggendario terroir di Morey-Saint Denis. Per intenderci ricordo che in questo comune ci sono 5 Grand Cru, CLOS DE LA ROCHE, CLOS DES LAMBRAY, CLOS DE TART, BONNES MARES ed appunto CLOS SAINT-DENIS ed proprio quest'ultimo è stato scelto per dare il nome al borgo: non scherziamo qualcosa vorrà pur dire !! 




Poi, per non farci mancare niente, abbiamo concluso la degustazione con l'assaggio combinato di tre formaggi "a livello" del nostro vino. Etivaz e Beaufort di alpeggio e l'immenso Conté di 24 mesi ci hanno fatto pensare a cosa abbiamo fatto per meritarci questo: una risposta non l'abbiamo trovata ma staremo "più attenti" in altra occasione ......







15 Gennaio 2026 Antico Coghetto in Rovigo con Lore Bar e Maurizio M.