martedì 2 febbraio 2021

(90) - CUCINA : POLPETTE DI SALMONE FRITTE

Facile facile, una ricetta sfiziosa che io preparo in abbinamento a vini bianchi aromatici e corposi. Ottimi risultati si ottengono con gli Sherry od i Marsala secchi ma anche con i grandi Riesling Tedeschi o con i Gewürztraminer di buona gradazione. 




Ingredienti 
- 300 gr filetto di salmone
- 1 cucchiaio di olio extravergine
- prezzemolo tritato
- 100 gr di pane raffermo bagnato e strizzato 
- 1 uovo
- pangrattato 
- sale, pepe
- olio per friggere 


In una padella cuocere per 4-5 minuti i filetti di salmone fresco con poco olio evo, pochissima acqua ed il prezzemolo tritato. Mettere i filetti in una ciotola aggiungendo il pane, l'uovo, sale e pepe. Mescolare ben bene gli ingredienti eventualmente aggiungere poco pane grattugiato per la giusta consistenza.
Ricavare delle palline con un cucchiaio di composto, passarle nel pangrattato e friggerle in abbondante olio per 1-2 minuti e comunque fino a giusta doratura.

Servire caldissime su un piccolo letto di misticanza.





13 Febbraio 2021, La Tappa a Rovigo, pranzo con i SGGV!

giovedì 21 gennaio 2021

RU12: YEHMON RUM NO AGE DECLARED (Samaroli Ed. 2010)

- Rum maturato in Scozia (*)
- Imbottigliato nel 2010 
- Degustato la bott. n° 0446 di 1302.
- Alcohol by volume: 45%




Si legge sulla scheda pubblicata sul sito Samaroli: "La "sfida" consiste nella ricerca della PERFEZIONE ...", e la sfida c'è tutta in questo Blended fra singole produzioni, con diverse maturazioni. Assemblaggio di Rum prodotti da grandi distillerie caraibiche, maturati in Scozia, e con una aggiunta di Rum delle Isole Fiji (*) maturato completamente nella zona di origine.
Come in precedenti degustazioni di Rum, il mio sarà per così dire un "approccio didattico" in quanto la grande qualità di questi "Rum Samaroli" è fuori discussione
Giallo dorato cristallino di notevole trasparenza e consistenza. 
Alla prima rapida olfazione, senza agiare il bicchiere, l'alcol ancora "nascosto" ha permesso di carpire note legnose e vanigliate, ovvie data la maturazione in legni "nobilitati" prevalentemente da Sherry. 
La seconda olfazione, avvicinando il naso in mondo più deciso al bicchiere, ha portato in seconda battuta a sensazioni vegetali, fresche, quasi floreali, ma decisamente sfumate.
La terza olfazione, introducendo in naso nel bicchiere, ha fornito note dolci, fruttate, stratificate su base agrumata per completarsi verso sensazioni balsamiche.
Infine roteando il bicchiere l'impatto è diventato più complesso, aiutato in questo dalle note alcoliche divenute oramai quasi predominati, lasciando comunque posto a chiare olfazioni speziate ed affumicate.




In bocca la precisa azione iniziale data dall'alcol, ha lasciato presto il posto a note più vellutate con ancora spezie dolci, lievemente affumicate, sentori di ossidazione in un finale gradevolissimo e di grande persistenza. 
Della grande qualità abbiamo detto, per il resto ho trovato un amico ruffiano, accattivante; non so a che punto si trovi sulla strada "della perfezione" ma quella della "seduzione" l'ha percorsa di sicuro!! 





18 Luglio 2016, Appunti di Degustazione, Trattoria "al Ponte" di Lusia (RO) con Luciano R.

venerdì 8 gennaio 2021

Vino (332) - LANGHE NEBBIOLO DOC 2019

Cantina : Azienda Agricola Monfalletto - La Morra (Cn)
Tipologia : DOC Langhe Nebbiolo
Vitigno : 100 % Nebbiolo
Alcol: 13,0% Vol.
Note: Cordero di Montezemolo





Anche un vino per "così dire" base si dimostra estremamente interessante quando appartiene alla produzione di una grande cantina. Non sfugge a questo fatto questo LANGHE NEBBIOLO DOC 2019 di Montezemolo ottenuto da uve Nebbiolo di vari vigneti "sparsi nella zona delle Langhe" come recita la scheda di questo vino sul sito del Produttore. Vinificazione in acciaio e affinamento in rovere è un vino che presenta "tutte" la caratteristiche dei vini Piemontesi: colore intenso, naso potente ed insieme fine ed erbaceo, con tannini già ammorbiditi dal tempo e dal legno. 




Nel bicchiere si presenta rubino intenso, appunto, consistente e poco "permeabile" alla luce. Naso intrigante, ancor di gioventù, con i classici frutti rossi, un pò terrosi, e poi per "diluizione aerea", escono fiori scuri, violetta in primis e poi tulipani ed iris. Finale minerale, lievemente salino, forse "amarognolo". In bocca piacevoli tannini abbastanza levigati ma presenti, magnifica spalla acida e minerale, si distende poi con sufficiente armonia su note di liquirizia e di frutti rossi. Finale decisamente persistente. 



Piemonte V/s Polesine in sede di abbinamento; una "Bondola Cotechina" classica Polesana ha magnificamente approfittato delle note fresco-tanniche del vino, che si è poi espresso più che dignitosamente anche sull'Anitra arrosto (lunga cottura tradizionale!!) in virtù della significava struttura e della sufficiente complessità. Collegamento Est-Ovest veramente ben riuscito!! 



27 Dicembre 2019, Appunti di degustazione, Trattoria "al Ponte" - Lusia RO, con Luciano R. e Valerio C.S.

domenica 3 gennaio 2021

Vino (331) : CHÂTEAU HAUT-BRION BLANC 1993

Domaine : Château Haut-Brion - Pessac FR
Denominazione : AOC Pessac-Léognan
Vitigno : 58% Semillon, 42% Sauvignon
Alcol: 12,5% Vol.
Nota: Grand Vin de Graves (Bordeaux)




Dopo tre giorni sono ancora esterrefatto da questo vino che acquistai nel '96 a Ferrara presso l'Enogalleria, pensavo che questa FINEANNO2020 fosse l’occasione per aprirlo, assaggiarlo e buttarlo via per liberare finalmente un posto nella cantinetta vini .... poi invece ha raggiunto il mio massimo per quanto riguarda un vino bianco secco! Sauvignon e Semillion quasi in parti uguali, mi hanno fatto capire quante cose ancora non so.

Leggo sul sito Château Haut-Brion: "1993 - una primavera mite ha permesso la rottura precoce del germoglio. All'inizio di giugno, molto favorevole ad una fioritura molto omogenea. L'inizio dell'estate è stato secco ma freddo. Agosto è stato bello, caldo e secco, e quindi particolarmente propizio all'invaiatura rapida e uniforme. Agosto fa il mosto come si suol dire, e infatti, nella maggior parte dei casi, nonostante le piogge storicamente elevate durante la vendemmia, è stato possibile raccogliere uve sorprendentemente sane e mature".




Sane e mature, accidenti, dopo circa 27 anni un sorso pieno, affascinante, privo di qualsiasi tipo di sensazione "fuori luogo", una magia che lascia un segno specialmente in chi, come me, non ha a che fare spesso "con questa qualità". 

Al naso "Pandispezie" puro, zenzero, scorza di arancia amara, "caffè" d'orzo, lieve cannella e noce moscata; oleoso alla rotazione, consistenza "fuori dal coro".
In bocca una sensazione di "elegante pienezza gustativa", la potenza del sorso non prevaricava le note speziate, morbide e piacevoli anche di mandorla tostata oltre che, ancora, cannella e zenzero che sorprendentemente dava una nota piccante, precisa in chiusura. Morbidezze e durezze in sorprendente equilibrio. Non si può inoltre non segnalare una traccia del Sauvignon, con note vegetali, anche muschiate e terrose classiche appunto dei Sauvignon invecchiati.



Certo che sembra superfluo parlare di abbinamento, questo è un vino da meditazione, ma essendo la sera di fine anno, una Paella, più o meno "alla mia maniera", ha continuato a "dare corda" al grande vino con stupefacente continuità. 





31 Dicembre 2020, #️⃣CHIUSINCASA, Rovigo, via X Luglio!!

lunedì 28 dicembre 2020

(89) - CUCINA : MELANZANE E RICOTTA GRATINATE

Un antipasto od una entrée per un pranzo importante o per una occasione informale, semplice, ma di sicuro effetto, si prepara facilmente, per un risultato sicuro; solo un pò di attenzione nel far perdere alle melanzane la maggior parte dell'acqua di vegetazione. 


Ingredienti (4 persone)

- 1 melanzana media da dividere in 4 spicchi
- 200 gr di ricotta
- pane grattugiato 6 cucchiai
- olio evo 4 cucchiai
- sale, pepe nero macinato al momento




Spurgate la melanzana sotto sale per un'oretta prima di procedere alla cottura. Dopo averla lavata, dividetela in 4 spicchi e cospargerete con del sale grosso, coprite con un piatto e sistemate sopra un peso per favorire lo spurgo.

Nel frattempo miscelate il pane grattugiato con il sale, il pepe e l'olio e fate andare in un tegame il composto sino ad un buon grado di tostatura.

Sistemate le melanzane e la ricotta divisa anch'essa in 4 pezzi, su una placca da forno, cospargete con abbondante composto di pane tostato ed infornate a 180° per 25÷30 minuti. Servire subito componendo il piatto con melanzana, ricotta ed ancora un pò di composto tostato servito a parte.



Accompagnare con un vino bianco semplice, magari "frizzante", come quello nella foto, un Garda DOC Frizzante - La Pieve da Garganega in purezza, senza grandi pretese ma di garantita piacevolezza sul piatto.



25 Dicembre 2020, "NATALECHIUSINCASA", Via X Luglio, Rovigo in famiglia.

venerdì 25 dicembre 2020

Vino (330) : CHÂTEAU D'YQUEM 1981

Domaine : Château d'Yquem - Sauternes FR
Denominazione : Bordeaux Premiers Crus Supérieur
Vitigno : 80% Semillon, 20% Sauvignon
Alcol: 14,0% Vol.


Il Sauternes di Château d'Yquem è uno dei vini più importanti al mondo, non è certo necessario che lo dica io, comunque già nella classificazione dei Bordeaux del 1855, dovuta a Napoleone III, il vino in questione era riconosciuto, il solo vino bianco, come "Premiers Crus Supérieur" definizione che ancor oggi, da solo, detiene.





Non voglio dilungarmi ulteriormente in quanto di note e notizie su questo vino la rete ne fornisce ad iosa, ricordo solo che questo assaggio mi è stato offerto da un vero amico, giovane e grande sommelier, al quale va la mia completa riconoscenza. Di seguito la mia degustazione.

Da una annata riconosciuta da qualcuno "eccezionale", il vino si presenta giallo ambrato con ancora precisi ricordi dorati, cristallino, di estrema consistenza.

Bouquet intenso decisamente speziato, dove le note di zafferano si uniscono a quelle di incenso in un impatto "magico", raro, elegante, anche con note fruttate evolute quali melone e frutta tropicale disidratata, ed ancora gessosa mineralità non disgiunta da una chiusura olfattiva appena vanigliata.

In bocca "impattante", piacevolmente viscoso, ancora fresco (dopo quasi 40 anni), ed appunto dolce non dolce, ritrova le note precise di zafferano che evolvono per diluizione verso la mandorla, la speziatura del tè ed una leggera affumicatura finale.

Che volete che vi dica ... grazie Matteo Bressan!!!


17 Dicembre 2020, La Peca - Ristorante due stelle Michelin, Lonigo VI.

Vino (329) : DEGUSTAZIONE VINI DELLA GEORGIA

GEORGIA: … QVEVRI (E IL RESTO SCOMPARE)
Con i Senzagiacca GV a "LaTappa" - Rovigo - 28 Novembre 2020 


Il vino prodotto con il metodo tradizionale georgiano lo rende sostanzialmente unico; un mondo affascinante, ricco di profumi e storia, nel quale recitano un ruolo di primo piano i "QVEVRI", tradizionali otri di argilla cotta che custodiscono i vini, prodotti con metodi di vinificazione tradizionali dove tutte le parti del grappolo trovano la loro dimensione produttiva. Il processo di vinificazione, identico per tutti i metodi, prevede che, dopo una soffice pigiatura, il mosto sia messo nei qvevri.
 

Un esempio di Qvevri di altezza 3,00 m


La fermentazione alcolica inizia spontaneamente con l'azione dei lieviti indigeni; durante questa fase, di una decina di giorni circa, il qvevri rimane aperto per consentire all'anidride carbonica di uscire dal recipiente e permettere di spingere sul fondo il cappello di vinacce a favore dell'estrazione dei polifenoli e delle altre componenti presenti nelle vinacce. La temperatura di fermentazione viene controllata naturalmente; è il fresco della terra nella quale le anfore sono interrate che la mantiene relativamente bassa. A fermentazione conclusa, le vinacce si depositano sul fondo restando, solo in piccola parte grazie alla particolare forma del qvevri, a contatto con il vino. I qvevri sono riempiti fino all'orlo con altro vino della medesima tipologia; un semplice coperchio viene appoggiato sopra l'apertura fino al completamente della successiva fermentazione malolattica. 




Completato il processo fermentativo, il qvevri viene chiuso ermeticamente sigillando il coperchio con argilla o cera e coprendolo con uno strato di sabbia. Le pareti del qvevri, nonostante la chiusura ermetica, permettono una lenta ossidazione del vino ed è in questa ossidazione che sta la magia di questi vini inimitabili. I sei vini che abbiamo assaggiato, di seguito elencati, provengono da varie zone (vedi cartina) ed hanno costituito uno spaccato (a mio avviso comunque) significativo di questa storica tipologia.




1 - CHKHAVERI "AMBER DRY" 2018 - ZURAB TOPURIDZE

Chkhaveri Amber di Zurab Topuridze è un vino bianco ottenuto da uve chkhaveri in purezza, vitigno autoctono georgiano, l'estensione del vigneto da cui proviene è di appena 0.4 ettari, lavorati in biologico. In cantina la fermentazione avviene spontaneamente in anfora e l'affinamento si prolunga per 10 mesi nello stesso contenitore. E' un vino di grande corpo, fruttato ed elegante, fresco e minerale, un prodotto di vera nicchia per un totale di 2000 bottiglie prodotte.

Nel bicchiere si presenta giallo ambra brillante, di grande consistenza, avvicinando il naso abbiamo percepito una forte intensità e finezza di profumi, con la mela candita, il timo, la ginestra, l'albicocca e un accenno di frutti esotici. In bocca è risultato morbido e sapido, di grande freschezza, perfettamente equilibrato.

Abbinamento: Carpaccio di Salmone marinato.



2 - CHKHAVERI "ROSÈ DRY" 2015 - ZURAB TOPURIDZE 

Stesso vitigno del precedente ma vinificato nella parte bassa del qvevri. Alla vista si presenta rosa salmone brillante, di buona consistenza, al naso è intenso e persistente, abbiamo sentito i frutti rossi, i fiori secchi, una leggera speziatura, la ciliegia sotto spirito e la macchia mediterranea. In bocca morbido e minerale, giustamente acido e dal tannino delicatissimo, appena percettibile. Lungo il finale, è veramente un vino da ricordare!

Abbinamento: Filetto di Tonno scottato.



3 - RKATSITELI “LIMITED RESERVE RCHEULI QVEVRI” 2014 - TCHOTIASHVILI

La storica cantina Tchotiashvili elabora questo pregiato Georgian Wine Rkatsiteli “Limited Reserve Rcheuli Qvevri”2013 a partire da una delle migliori bacche bianche locali, il Rkatsiteli. L’intera vinificazione, incluso l’affinamento, è svolta all’interno del “Qvevri”, come ricordato.

Si presenta dorato con riflessi color ambra. Il naso si esprime con sentori intensi di albicocca e frutta candita, con un richiamo di miele e nocciola. In bocca è corposo e poggia su una spina dorsale acida e sapida, con una sensazione tannica delicata. Ottima la persistenza.

Abbinamento: Tonnarelli ai 3 pepi e crema di pecorino





4 - SAPERAVI GRAND CRU "AKHAOEBI" 2018 - OUR WINE

Il Georgian Wine Saperavi Grand Cru "Akhaoebi" di Our Wine viene elaborato prevalentemente dalle uve rosse autoctone Saperavi. La vigna di provenienza, "Akhaoebi", è di circa 1,25 ettari, lavorata completamente in biodinamica, e poggia su un suolo nero di natura marnosa. Le viti hanno circa 21 anni di età media. La raccolta è manuale e la fermentazione, con le bucce e i raspi, avviene per 6 mesi in kvevri, con affinamento negli stessi per ulteriori 24 mesi.

Alla vista, il vino si presenta rosso rubino profondo, impenetrabile. Il naso si schiude su sentori intensi di frutti di bosco e di fiori, con richiamo di spezie, di animale e di terra. In bocca, il sorso è strutturato, concentrato e potente: grande componente acida e sapida e maestosa trama tannica. Chiude lungo su note fruttate e speziate.

Abbinamento: Mini Burgher di maiale sfilacciato



5 - LIPARTANI QVEVRI DRY RED 2015 - LIPARTIANI WINES

Un vino ottenuto da uve rosse Saperavi e Tavkveri con vinificazione "Qvevri" nei ricordati vasi di argilla interrati nel terreno che consentono un buon controllo della temperatura. Viene affinato poi per 12 mesi sempre in "Qvevri", presenta un colore melograno ed un naso tessuto su sentori di frutti rossi maturi, poi prugne rosse, mora, pepe nero e poi note "argillose" con appunto "sentori di terra". in bocca tannini setosi, con equilibrata sensazione di acidità; buona persistenza aromatica.

Abbinamento: Filetto di manzo lardellato con zucchine fritte



6 - KVANCHKARA SEMI SWEET RED 2016 - KHAREBA WINES

Forse il vino georgiano più noto, il Khvanchkara è ottenuto dall'antico vitigno georgiano Alexandreuli. Si presenta di colore rubino profondo, ofre al naso profumi decisamente di frutta rossa; le particolari note percepite di "ciliegia speziata" sono di fatto uniche e non trovano riferimento in altre tipologie. In bocca è moderatamente dolce, "Semi Sweet" come dichiarato, presenta sapori associabili a frutta rossa speziata con tannini delicati integrati da sottili toni di rovere.

Abbinamento: Sbrisolona casalinga


I Senzagiacca GV ed i vini della serata