giovedì 4 dicembre 2014

Vino (103) - Ferrando Carema Etichetta Nera 2003


Azienda: Ferrando Azienda Vitivinicola - IVREA (TO)
Denominazione: Carema DOC 
Vitigno :  Nebbiolo 100%
Gradazione : 14,0 %Vol

L' Etichetta Nera nasce solamente nelle grandi annate dalle vigne di Nebbiolo in Comune di Carema (TO) ed invecchia nelle cantine Ferrando per almeno 3 anni di cui 2 in barrique.


Alla vista si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato sul bordo dell'ovale, profondo e consistente da subito l'impressione di grande struttura.
Sorprendentemente floreale di viola e/o rosa appassita, porta subito dopo verso un fruttato fresco di prugna e marasca con una buona complessità che si apre su note speziate e di terreno appena scavato: freschezza inusuale per un vino di 11 anni!!


In bocca fresco e morbido con tannini evoluti ma ben percettibili che portano a sensazioni gustative equilibrate di frutti rossi, che si sciolgono lentamente su note affumicate e terrose, di grande rispondenza con le sensazioni olfattive appena percepite.
Persistenza quindi non monocorde ma che si evolve e si addolcisce passando a note più fruttate di amarena e prugna, con un finale sapido ma non prevaricante.
La piacevolezza dunque di un vero "Nebbiolo" di straordinaria classe ed eleganza, unito a una notevole struttura, trova nella sua "selvatica morbidezza" una nota che lo rende assolutamente indimenticabile; errore madornale berlo prima dei 10 anni!!


Salamine "pelate" prima della cottura: sx Altopolesana - dx Ferrarase
Cottura "in sacchetto" delle salamine senza pelle


In un momento di "ordinaria follia" l'ho abbinato a due "salamine da sugo" del 2011, una di provenienza Ferrarese ed una rivierasca del Po, lato Rovigo.
Ha lottato ad armi pari confermando decisamente la mia scelta (altro che lambrusco!!) con un finale sorprendentemente "dolce ed armonico" da ricordare a lungo. 

Carema 2003 v/s Salamine 2011

30 novembre 2014, Rovigo via X Luglio, con la famiglia.




sabato 29 novembre 2014

Vino (102) - La Spinetta Barbaresco 2002


Azienda: La Spinetta - Castagnole Lanze (CN)
Denominazione: D.O.C.G.
Vitigno :  Nebbiolo 100%
Gradazione : 14,5 %Vol


Una grande bottiglia italiana: era forse ora nella mia galleria di degustazioni, decisamente dominata dai bianchi.
In sintesi un Barbaresco di qualità estrema assaggiato, forse, nel suo momento massimo si splendore, data l'annata.


Infatti il 2002 è una vendemmia rientrata nella "normalità" dopo sei annate eccezionali con climi caldi ed asciutti; condizioni di umidità e di sviluppo di muffa grigia hanno costretto a cernite e scarti da parte dei viticoltori ottenendo di fatto una vendemmia giocoforza "tardiva" che ha connaturato il vino in modo diverso.
Un vino che si è presentato di un rubino profondo, ricco di morbidezza visiva e solo con qualche cenno aranciato sui bordi dell'ovale.


Un profumo ricco e "multidimensionale" che ha spaziato da mora, prugna e ciliegia, sino a catrame, cuoio humus, con un fondo di mineralità completamente espresso.
Tannini oramai vellutati (ricordiamoci della tipologia dell'annata) con una bocca decisamente speziata di cannella e noce moscata dove forse il legno finale poteva essere più equilibrato.
Poco male comunque in quanto, il tutto, era ancora inserito in un frutto fresco e sapido, forse il finale più adatto per l'abbinamento con il cibo.


Cibo, che visto che eravamo in ballo, abbiamo continuato a ballare ordinando un "orecchia di elefante" con abbondante tartufo che ha smorzato completamente (le peraltro poche) spigolosità del vino, sino ad un insieme equilibrato che raramente ci è dato "partecipare" (per ovvi motivi!!)... 


Dimenticavo, mentre aspettavamo la cotoletta ci hanno servito " a sorpresa" un uovo al tartufo; l'abbinamento con il Barbaresco non era perfetto ma abbiamo comunque "sopportato con dignità" e senza tanto protestare .. anzi!

21 novembre 2014, Trattoria "al Ponte" di Lusia (RO), con Sebastiano C. e Luciano R.

lunedì 24 novembre 2014

Vino (101) : DON PX MARQUÉS DE POLEY 1945


Bodegas Toro Albalá - Aguilar de la Frontera – Cordoba- Spain 
D.O. : Montilla-Moriles 
Uvaggio: Pedro Ximénez 100%  
Gradazione alcolica: 20,0 % Vol.


Mi sono avvicinato a questo vino quasi con un senso di rispetto, anche perchè: 2014-1945 = 69 anni non sono pochi e comunque decisamente di più dei miei!!

millenovecentoquarantacinque!!

Il Pedro Ximénez è da sempre uno dei miei preferiti anche se, l'amore sviscerato per questa straordinaria tipologia di vino, non mi può fare dimenticare un certo squilibrio dovuto ad una morbidezza effettivamente troppo accentuata, quasi sciropposa che, pur fondamentale per l'abbinamento con il cioccolato amaro, trova in degustazione un limite verso la stucchevolezza.

la 301-esima bottiglia di 324 

Il Don PX Marqués de Poley 1945 non presentava in alcun modo questo problema, elevandosi a vette di equilibrio gustativo che purtroppo raramente mi è stato possibile constatare di persona.

Interno della Etichetta (tipo libro!!)

Montilla-Moriles è il distretto più caldo della Spagna, ed in assonanza con il limitrofo Jerez de la Frontera produce questi grandi vini Pedro Ximénez dall'uva omonima, che di fatto è un moscato del tutto simile ad una famosa uva da tavola , il Bianco di Corinto.
La tecnologia di produzione è simile a quella dell'olio di oliva evo, nulla a vedere con la classica vinificazione, ma il discorso ci porterebbe troppo lontano ....

Bottiglia finita

Torniamo a noi, alla vista, aggrappato al bicchiere, si è mostrato molto denso e molto scuro con riflessi aranciati quasi da tintura di iodio.
Un improbabile bouquet composito e speziato mi ha sconvolto facendomi, per diluizione, riconoscere prugne secche, cioccolato, noce moscata, liquirizia, tabacco ed aromi complessi di solera, per capirsi quelli che si riscontrano nelle grandi Marsale.
Pur essendo stato più di sessantanni in botti di rovere, in bocca si è segnalato per una dolce evoluzione, meravigliosa, non sciropposa come detto, con una concentrazione di frutta secca, cacao ed una persistenza infinita  di noce, con un dolce/amaro che lascia stupiti.
La possente nota alcolica non ha per nulla prevaricato il profilo gustativo che si è presentato completo ed integrato come capita, ad esempio, nei grandi Rum lentamente maturati in Scozia.

P.X. 1945   v/s   Gianduiotto

Avventura incredibile: dopo lo sgomento iniziale, ho deciso di abbinarlo (Over The Top) con la torta Gianduiotto del mio amico Maurizio della pasticceria Abazia di Badia Pol. chiudendo in crescendo quello che era già un punto di massimo ..... 

22 Novembre 2014, Trattoria "al Ponte" di Lusia (RO), con Sebastiano C. e Luciano R.


venerdì 14 novembre 2014

Vino (100) : de Ladoucette Pouilly-Fumé 2011


Domaine: de Ladoucette - Château du Nozet,Pouilly-sur-Loire
A.O.C.: Pouilly-Fumé 
Uvaggio: Sauvignon 100%  
Gradazione alcolica: 12,5 % Vol.


Il Pouilly-fumé de Ladoucette è un vino fresco, con note di agrumi, di grande mineralità.
Sintesi di una degustazione importante con protagonista un vino, grande ma non impossibile, che racchiude in se tutte le sfumate mineralità che il classico suolo di Pouilly-sur-Loire trasmette ai suoi vini. 


Il colore è un giallo dorato ma con belle sfumature verdi, consistente, senz'altro cristallino.
Al naso una pungenza iniziale di menta piperita, si fonde per diluizione con sensazioni aromatiche di basilico ed agrumi; fiori finalmente espressi, non coperti, con riconoscimenti sicuri di acacia e glicine e con sensazioni terrose che ricordano le felci. 
Il tutto amplificato dalle note minerali complesse ma non prevaricanti.


In bocca una nota vegetale, dannatamente fresca ma non stridente, che porta a note frutatte di mela verde, pera e pompelmo.
Le sensazioni gessose e minerali rivelano infine, un vasto tessuto, che si estende in un finale persistente, ma non monocorde, che fonde il minerale con il fresco fruttato.
Un grande vino figlio del suo territorio, la parte a sud-ovest della Valle della Loira, dove i Sauvignon trovano le maggiori espressioni ; un sorso che accende un desiderio di farsi conoscere, di farsi assaggiare, di non stancare mai.
Bottiglia finita !! 
Se fossi stato allo straordinario ristorante "A Spurcacciun-a" a Savona l'avrei abbinato con questo "piattino" di crudo .....



12 novembre 2014, Trattoria "al Ponte" di Lusia (RO) con il patron Luciano R.


domenica 2 novembre 2014

Vino (99) - SAPERAVI 2012 Special Collection


Kakhetian Traditional Winemaking - Tbilisi, Georgia 
Uvaggio :100% Saperavi
Gradazione : 11,5 %Vol

Il Saperavi (letteralmente "pittura, tintura"), a causa della sua intensità di colore scuro-rosso, è un vitigno autoctono della  Georgia, dove è usato per fare molti dei vini caratteristici della regione.

Grappolo di Saperavi

Queste uve sono diffuse anche altre regioni dell'Europa orientale e, più di recente, tale Cultivar è stato introdotto nelle regioni vinicole del Nuovo Mondo; in particolare a Finger Lakes, New York. Ha inoltre mostrato risultati promettenti per alcuni coltivatori in Australia, dove è stata pioniera nella Regione Valle del Re nel Nord Est Victoria.
Importante e caratterizzante è anche la tecnica di vinificazione praticata per questo vino che prevede l'impiego  di vasi di creta interrati in modo da ridurre l'azione ossidante e per preservare le note semplici e fruttate del vino. 


Abbiamo degustato un vino ricco di estratto con un bouquet caratteristico, un gusto armonico e una piacevole astringenza. Privo di adattamenti ed arrotondamenti dati dal legno si è presentato con una veste spoglia ma di grande impatto che ci ha fatto riconciliare con un vino decisamente armonico nel quale i profumi puliti di "vino" erano predominanti. 
Quindi un vino rosso rubino profondo, secco, e con un distinto bouquet floreale e fruttato, con acidità lieve e toni di prugna, frutta matura e ciliegia. 


Al palato si è imposto per l'equilibrio e l'armonia, con un finale lungo di caramella alla frutta e una struttura che ha fatto intuire una buona predisposizione per l'invecchiamento.
Pulizia Totale!!! 

Tempo di Halloween 



28 ottobre 2014, ANTICO CANEVONE LOUNGE PUB a Rovigo con Pietro C., Francesco M., e l'impalpabile presenza del mitico Joe.

sabato 25 ottobre 2014

Vino (79) : Rose Sainte-Croix 2011


Domaine: Sarl des Grands Crus - Listrac-Medoc (France)
A.O.C.: Listrac 
Uvaggio: Bordolese con Cabernet Sauvignon e Merlot  
Gradazione alcolica: 13,0 % Vol.



La denominazione Listrac-Medoc è la meno prestigiosa fra quelle dell' Haut-Medoc, per una serie di motivi collegati ai terreni, essenzialmente argillosi, poco profondi ed a un clima abbastanza caldo ed umido vista la vicinanza con l'estuario della Gironda.
Le radici delle viti sono di conseguenza  poco profonde, e forniscono generalmente vini di media complessità, famosi però per la struttura, con tannini robusti e colorazioni piuttosto intense.


Note non prestigiose ma sempre di un Bordeaux stiamo parlando che infatti si è dimostrato un prodotto decisamente godibile.
Colore rubino intenso (si diceva appunto l'argilla) con una decisa limpidezza verso il cristallino, buona se non ottima consistenza.
Al naso si riconoscono immediatamente le tipiche note vegetali, tra peperone verde, caffè non tostato, erba tagliata, ed in seconda battuta il fruttato con la visciola e ribes rosso: profumi sempre decisamente freschi.


All'assaggio si fa apprezzare per l'ottima corrispondenza, qui con un più ampio respiro nel frutto appena maturo, percettibili tannini e decisa freschezza che garantiscono, immagino, anche una discreta longevità ad un vino godibile già ora.
Queste caratteristiche gustative mi hanno convinto, la domenica della Fiera 2014 Rovigo, a servirlo con l'ovvio cotechino classico presente per  l'occasione; ho fatto decisamente bene individuando un corretto e piacevolissimo abbinamento fra la grassa sapidità del salume ed i freschi tannini del vino, abbinamento che non ha fatto rimpiangere una certa mancanza di morbidezza di questo Listrac.


19 ottobre 2014 - Fiera a Rovigo: Domenica in famiglia.

domenica 12 ottobre 2014

Vino (28) : "Et Voilà" Spumante Brut Metodo Classico 2007


Azienda vinicola Cascina Baricchi - Neviglie (CN)
Metodo Classico Sboccatura 2013
Uvaggio: Pinot Noir (100%)
Gradazione alcolica: 12,00 % Vol.

Per quello che mi riguarda un prodotto emozionante !!


Lo spumante senza dubbio migliore degli ultimi (grami ..) periodi, che unisce un naso superbo ad un' ingresso in bocca fresco, cremoso e burroso che quasi non si ricorda più .... nella dolciastra strada dell'attualità spumantistica imperante.
Ma andiamo con ordine.


Un giallo paglierino carico con decisi riflessi dorati indica subito la lunga permanenza sui lieviti (2013-2007 = 6 anni !!), fatto confermato dal perlage finissimo e persistente.
Nonostante la bassa temperatura di servizio al naso si impone subito con erbe aromatiche decise e che si portano, per diluizione, verso sentori agrumati, canditi, confermati in chiusura da chiare note di brioche e crema pasticciera. 
Uno spettacolo, decisamente!  
In bocca fresco, ma fresco ben equilibrato da una finezza gustativa, giocata su note burrose, evolute, che riportano ai grandi champagne invecchiati senza condividerne però le note ossidate, qui sfumate e di fatto non percettibili.


Credo che in una degustazione alle ceca sia un prodotto inconfondibile.
Sicuramente grande personalità e competenza di chi lo produce e di chi lo propone .. ma qui non ci sono dubbi!

11 ottobre 2014, Thebest"La Peca" a Lonigo (BS), con Carlo M. e Pierluigi P.