venerdì 5 luglio 2013

Vino (52) : "La Fioca" Franciacorta D.O.C.G. Brut Millesimato 2006

Soc. Agr. La Fioca srl - Nigoline di Cortefranca (BS)


Un'altro Franciacorta di buona qualità e di un prezzo assolutamente concorrenziale.


Un Metodo Classico da uve Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero con una lunga maturazione sui lieviti (almeno 36 mesi) che si stacca per un naso decisamente importante, con note precise di evoluzione, legno, lieviti complessi e un fondo minerale che fornisce ulteriore complessità.
Ovviamente si presenta con una bella veste paglierina con riflessi dorati, bollicine abbastanza fitte, fini e con un buon grado di persistenza.


In bocca è cremoso, sicuramente vegetale, sapido e di buona persistenza.
Si riconosce nettamente l'azione dei lieviti con una certa fragranza, il vino si mantiene ancora gradevolmente fresco, con sufficente equilibrio fra le parti morbide (alcol 12,5°) e le parti dure, con un finale gustativo sapido e minerale.


Questo spumante viene prodotto solo in certe annate e si accompagna bene con preparazioni a tendenza dolce quali piatti di crostacei e le paste con condimenti poco strutturati.
Degustato come aperitivo ne ho apprezzato la sua facilità di beva e la sua veste sapida e non stucchevole.   



15 giugno 2013, Trattoria "ai Trani" con Fabrizio ed Andrea C.

mercoledì 3 luglio 2013

18 - Cucina : FIORI DI ZUCCA RIPIENI DI STORIONE E TARTUFO ESTIVO CON MISTICANZA E SIFONE ALLO YOGURT


PREPARAZIONE DELLA FARCIA
Ingredienti 4 persone
300 gr filetto di Storione
100 gr pomodori in concassè  
1 Tartufo estivo (scorzone) media dimensione
2 l Court bouillon aromatico
sale, pepe
Preparare un Court bouillon aromatico con acqua, poco vino bianco, una fetta di limone, cipolla, carota, prezzemolo, aglio, erbe aromatiche a piacere; fare bollire un’ora, filtrare.
Tagliate il filetto di Storione a piccoli pezzi e farlo “scottare” a vapore sul Court bouillon per 2 minuti.

Filetti di Storione
Tagliare a coltello  il pomodoro del tipo a grappolo in pezzetti regolari di circa 5 mm, tritare lo scorzone.
Mescolare in una ciotola i dadini di storione, la concassé di pomodoro e lo scorzone tritato, regolare di sale e pepe; con una sac à poche (usa e getta) riempire i fiori di zucca (due a testa) dopo aver eliminato il picciolo senza rompere il fiore, chiudere con una leggera rotazione la parte finale del fiore.

Preparazione dei Fiori di Zucca

PASTELLA PER LA FRITTURA
Ingredienti 
500 gr farina  
500 gr acqua gassata
ghiaccio, sale.

SIFONE ALLO YOGURT
100 gr Yogurt
100 gr Panna
aglio schiacciato, erba cipollina tritata
sale, pepe
Scaldare a circa 60° la panna e lo yogurt, mettere in infussione per due ore l’aglio e l’erba cipollina. A tempo debito regolare di sale e pepe, passare al setaccio senza spremere le erbe, caricare il sifone e mettere in frigo.

IL PIATTO
Porre nel piatto un pugno di misticanza condita solo con sale, pepe poco olio ed aceto di mele, disporre sopra due fiori di zucca pastellati e fritti  e guarnire con un fiocco di sifone allo yogurt.



Questo piatto è stato presentato il 28 giugno 2013  alla "Trattoria al Ponte" di Lusia, in una serata dedicata alle mie ricette con i pesci di acqua dolce (oramai a torto trascurati), ed inserita nella serie denominata “Enrico e l’Ingegnere” giunta alla terza puntata.
La preparazione è stata servita con il vino Colmello Bianco della Azienda Agricola Moletto di Motta di Livenza (TV), un vino strutturato che ha retto il confronto con le particolarità del piatto in virtù dell’uvaggio fra Tocai e Pinot Bianco e del leggero passaggio in barrique di acacia.
In tutta onestà devo dire che piatto e vino hanno ottenuto un lusinghiero successo.




sabato 29 giugno 2013

Vino (51) : Sechterberg 2000 (Blaufränkisch Burgenland Qualitätswein)

Weingut (Cantina) Georg Seiler - Rust (BURGENLAND Austria confine con l’Ungheria) 

Un'altro vino di questa cantina, dopo il Ruster Ausbruch 1998 (si veda il post del 14 aprile 2013) un Blaufränkisch in purezza; il Blaufränkisch è noto in Italia con il nome di Franconia (zona del Piave) è da normalmente vini decisamente erbacei.


Non sfugge a questo clichè anche il nostro vino anche se il lungo invecchiamento ne ha ammorbidito gli spigoli, rendendolo docile ed estremamente piacevole. 
Durante le operazioni di scaraffatura, la notevole presenza di residuo ha indicato una filtrazione non troppo spinta, a tutto vantaggio dei polifenoli e dei polisaccaridi, utilissimi per l' invecchiamento che come vedremo qui è stato ottimale.


Ma andiamo con ordine.
Il colore è di un rosso rubino profondo; mi stupisce dopo quasi tredicianni il non notare cedimenti mattone almeno sul bordo, niente!
Al naso suadente ma netto di marasca in confettura, con frutti di bosco per diluizione data dalla rotazione del bicchiere, anche fumoso e speziato nel finale.
In bocca potente, ancora fresco, con sapidità marcata con tannini oramai addolciti dal tempo e dalla alcolicità non eccessiva ma presente (13,0°); finale ancora speziato di pepe verde con nota balsamica.


Un gran bel vino che avrebbe avuto ancora un bel potenziale di invecchiamento, dico avrebbe avuto, perché quella fiorentina (non proprio fiorentina!) sulla griglia ha impedito ulteriori prove in tal senso.

Vigneti famiglia Seiler - Rust (Austria)

Due note sulla famiglia Seiler che da oltre 400 anni e si trova a Rust sempre strettamente connessa con la viticoltura e può vantare una lunga lista di successi nazionali e internazionali ben esposti nella sala degustazione, che ho visitato acquistandone i vini, nell'agosto del 2006.    

10 marzo 2013, via X Luglio, Rovigo con Matteo A.

martedì 25 giugno 2013

Vino (50) : Chardonnay 1996 TBA (Trocken Beeren Auslese)


Estate Winery HAFNER - Mönchhof Burgenland 
Zona Neusiedlersee - Austria ai confini con l'Ungheria

La classificazione dei vini nei paesi di lingua tedesca si basa sul grado Oechsle (Oe°) che in pratica misura la densità del mosto rispetto la densità campione dell'acqua.


In pratica un TBA (Trockenbeerenauslese), letteralmente "raccolto di acini appassiti e selezionati" o qualcosa di simile, definisce un vino che almeno presenta un grado Oe° di 170° (in Austria) e quindi un mosto che pesa almeno 1170 gr per litro.



Centosettantagrammi di zucchero, destrina ed altro che conferiscono al vino qualità organolettiche e gustative assolutamente uniche.
Non sfugge a questa definizione questo Chardonnay 1996 che si presentava con un colore simile a quello dei brandy spagnoli (ambra cupo) con una consistenza tale che la rotazione del vino nel bicchiere diventava viscosa, lenta, frenata.


Al naso il ventaglio di profumi non trovava soluzione: prugna cotta innanzitutto, marmellata, fumosità, caramello bruciato, eppure floreale ed anche iodato e salmastro (non ho esagerato!).
In bocca subito una acidità prorompente che mitigava la dolcezza, che come potete immaginare era infinita. Il palato dava sensazioni viscose di caramella d'orzo e nocciola.
La lunga persistenza gustativa forniva un finale percettibile di miele di castagno.

La straordinarietà di questo vino sta nella BOTRYTIS CINEREA, la cosiddetta Muffa Nobile che porta ad assotigliare la buccia dell'uva favorendo la concentrazione degli zuccheri e il fissare una molteplicità di sostanze derivate dalla scomposizione dell'acido tartarico .... basta!

Una grande torta al cioccolato ha fornito un abbinamento spettacolare per questo TBA, che aveva ottenuto 99 punti su cento nel 1998 (quindi ancora giovanissimo) in un non meglio identificato WORLD WINE CHAMPIONSHIPS a Chicago: resta il fatto che un vino di questo genere va bevuto con calma, con la giusta compagnia e pensando che di fatto anche i politici prima o dopo .... 




10 aprile 2013, Via X luglio, Rovigo, con la famiglia.

sabato 22 giugno 2013

Ingegneria 7 : DISCARICA di CA' ROSSA - Chioggia (VE)


Committente: ASP Chioggia ora VERITAS S.p.A. Venezia
Progg. nn. 182 - 218 - 274 - 279 - 293 - 296 - 309 - 312 - 332 - 478 - 482 - 483 - 489 - 519 - 535

Visione aerea della discarica fra Brenta e Bacchiglione

La mia anima geotecnica si è interessata di discariche fin dal 1985, con consulenze sulla stabilità delle scarpate, sui cedimenti e sui problemi idraulici collegati ai depositi degli RSU, allora in fase ancora "pionieristica".

Preparazione fondo vasca intermedia

Nel 1988 sono entrato nello staff di progettazione, per poi diventare progettista e D.LL. di varie porzioni della Discarica di Cà Rossa, gestita in in quell'epoca dalla ASP di Chioggia (VE).

Drenaggio percolato (ante Dlgs 36/2003)

Un'opera per certi versi imponente, sia per quantità di stoccaggio che per le problematiche geotecniche ed idrogeologiche affrontate, stante la sua dislocazione compresa fra gli argini dei fiumi Brenta e Bacchiglione.
La mia opera di Progettista, D.LL. sia di costruzione che di gestione, ha contribuito allo stoccaggio nel sito di larga parte dei complessivi 2,5 milioni di metri cubi circa di RSU della discarica.

Sottostazione biogas

Ho curato personalmente anche la parte idraulica dell'impianto di produzione del biogas, che fornisce un notevole contributo energetico alla zona di Chioggia.

Stazione biogas


Mi sono occupato in maniera completa anche delle diaframmature di bonifica, progettando barriere impermeabili solo in parte realizzate.

Gestione giornaliera RSU

Il mio impegno nella discarica di Ca' Rossa si è per ora concluso nell'estate del 2010 quale consulente dell'allora Direzione Lavori e quindi portando a oltre venti anni, pur non continuativi, il mio contributo al sito.


Panoramica aerea della discarica di Ca' Rossa


Vino (49) : Plus 2008 IGT Venezia Giulia Bianco

Prodotto da Bastianich S.r.l. Soc. Agr. Cividale del Friuli.
Friulano (Tocai) parzialmente passito (10%) - 14,5° alcolici. 

Si doveva affrontare un menù composito di pesce: la qualificatissima carta vini di Lazzaro 1915 dava ampie possibilità.
E' chiaro che arrivati a questo Tocai (definibile senz'altro UNICO) il percorso esplorativo si fermava.


Giallo dorato, consistente dava subito l'impressione di grande morbidezza tanto che l'occhio, oramai allenato, individuava dalla lacrimazione un rapporto fra geometria degli archetti e velocità di discesa la ricchezza sia in alcol che in polialcoli: struttura e morbidezza.
Un naso impetuoso di frutta gialla matura, melone, ma non solo, poi mandarino, sensazioni di cottura e mineralità.
Ho ritrovato le indicazioni olfattive, non uguali ma dello stesso tenore di intensità, date ad esempio dai Grand Cru Alsaziani (si veda la mia scheda Gewurztraminer Gran Cru Hengst del 01.06.13); il fatto non mi sembra trascurabile!


In bocca vellutato, avvolgente di frutta dolce, con note minerali, anche gessose, e poi le spezie ed il miele per un finale lunghissimo.
Un super Tocai, si costruito, ma costruito benissimo, con una barrique presente ma che non segna, anzi accompagna, la straordinaria struttura del vino.
Si parlava del composito menu di pesce proposto quella sera dal ristorante, semplificando molto, molto, sogliola cruda, tonno/mozzarella, riso venere nero di seppia e mandorla (STRAORDINARIO), basta! Il vino era già finito .... 
Parleremo in altra occasione del seguito della serata, veramente appagante dopo una giornata particolare .......




19.06.2013, Ristorante Lazzaro 1915, Pontelongo (PD), con Matteo A. e la famiglia.


mercoledì 19 giugno 2013

Vino (48) : Traminer Aromatico 2012 DOC Grave


Azienda Agricola Borgo Magredo - Tauriano di Spilimbergo (PN)


Da viti giovani ed a relativamente bassa produzione è il Traminer meno Traminer che conosco.
Badate bene è un'ottimo vino, ma non si riconosce il Traminer.





Si presenta con un bel giallo paglierino verdolino e già qui per questa tipologia di vino non ci siamo tanto, ma è al naso che che non ci siamo proprio.
Bei profumi di frutta , la pesca, la pera, dei fiori (rosa ecc.) nemmeno l'ombra, anche se il bouquet è gradevole ed affascinante.
La sorpresa porta a maggior attenzione e di fatto un certo finale di geranio può essere individuato, ma in un contesto, ripeto, decisamente fruttato.
In bocca è fresco espressamente vegetale, con decisa nota di mandorla e frutta secca, la sapidità è presente ma limitata dalle note gustative dolci.
















Un vino interessante, concentrato, con buona nota alcolica (12,5°) che da morbidezza e riporta decisamente ai vini friulani sia per intensità che per consistenza.
Degustato in occasione dell'aperitivo, lo vedrei contrastare la sapidità di un grande prosciutto stagionato:  un abbinamento assolutamente da provare!


"grande prosciutto stagionato" 



18 giugno 2013, Osteria "ai Trani", Rovigo, con i fratelli Conforto.