domenica 5 luglio 2015

Vino (122) - SAUVIGNON CASTELLADA 2001

Azienda: La Castellada - Localita' Oslavia, Gorizia
Denominazione: DOC Collio Sauvignon
Vitigni :  Sauvignon (100%)
Gradazione : 14.5 %Vol

Dalla vendemmia 2001, quando credevamo ancora che l’Europa fosse una cosa seria, degustato il 03 febbraio 2014, parliamo quindi  di un Sauvignon in purezza di circa 13 anni, in piena gioventù quindi!!!


Magia assoluta, lieviti indigeni, barriques non proprio equilibrate ma lo possiamo tranquillamente perdonare di ciò.
Naso sublime con una mineralità magnificamente devastante (Sancerre e Poully-Fumè, per intenderci), poi foglia di pomodoro (le mani lavate dopo una giornata di raccolta), fiori di ginestra, frutta amara e vaniglia (forse troppa); un Sauvignon decisamente evoluto ma era ovvio visto l’annata.


Colore giallo dorato, pesante nel bicchiere in modo da leggere completamente il possente grado alcolico, non particolarmente limpido, come deve essere per un vino non filtrato.
Malolattica svolta, in bocca morbido oltremisura, con mineralità, lieve tannicità e alcol in perfetto equilibrio; nota di freschezza non preponderante ma presente!


Gustativamente potente, chiude con lunghissime note di frutta secca, fico e albicocca direi, lunghissimo finale minerale con le prevedibili note ammandorlate.
Grande vino, forse non più “a la page” data una importante nota data dal legno, ma straordinariamente buono, provatelo sulle mie ostriche gratinate n. 1 di cui vi fornisco il link:





03 febbraio 2014, Trattoria “Da Nando” Mortegliano (UD), con Matteo A.

domenica 28 giugno 2015

Vino (121) - Bianco Birbo 2013

Azienda: Azienda Agricola Farnea - Villa di Teolo (PD)
Denominazione: Nessuna
Vitigni :  Incrocio Manzoni 6.0.13 / Moscato Giallo / Malvasia
Gradazione : 12,5 %Vol

Forse qualcosa di speciale sta accadendo nei Colli Euganei, già da tempo vignaioli “particolari” hanno superato “la moda biologica” per fare vino e basta.


Uno di questi è Marco Buratti che stupisce con i suoi vini bianchi macerati, puliti, non chiarificati e non filtrati, vini monelli come appunto IL BIRBO.
Il colore lo vedete dalle foto, diciamo giallo arancio brillante, può andare. Limpidezza non ricercata e quindi sorvoliamo, lo mettiamo al naso con acuta curiosità.


Selvatico ma rassicurante, terroso ma non solo, frutta amara nascosta da una certa opulenza di paglia tagliata (la fragranza della mietitura di una volta) che vira verso una certa aromaticità, pepata.
In bocca morbido, scomposto per acidità e nota tannica, gusto pulito e finalmente … sa di vino!!


Sa di vino dei miei ricordi giovanili a Trecenta, la zona meno vocata del mondo per il vino, ma che Trebbiani in bottiglione, viravano di colore (da giallo paglierino a sino a questo descritto) nell’arco della serata: il gusto (solo quello si valutava) era quello del BIRBO…. beh un po’ peggio ovviamente.


Lunghissimo finale salino, ammandorlato, di struggevole pulizia, bravo: sono curioso di assaggiare gli altri vini prodotti da Buratti; colmerò questo gap in breve tempo.


17 aprile 2015, Enoteca “La Misticanza” a Monselice (PD) con Giovanni B.     

giovedì 18 giugno 2015

Vino (120) : Greco di Bianco DOC 2011 


Cantina: Santino Lucà - Bianco (RC) 
Zona vinicola: Calabria
Uvaggio: Greco Bianco (95%) - Altre uve a bacca bianca non aromatiche della Provincia di Reggio Calabria (max. 5%)
Gradazione alcolica: 14,0 + 3,0 % Vol.

Affascinante vino passito, celeberrimo, eccellenza millenaria della Regione Calabria, un vitigno antico (Greco Bianco), impiantato sulla costa jonica dai coloni greci nel 700 a. C. - Si dice sia il più antico vino italiano.



Bello il colore giallo dorato carico, pesante nel bicchiere, sensazione foriera di estrema morbidezza.
Un naso che potremo definire intenso, complesso, fine, dove la frutta la fa da padrona con nette sensazioni di albicocca matura, molto matura, note speziate di zenzero, in primis, e per diluizione una nota amara di miele di castagno ed agrumi.
In bocca dolce, suadente, mai stucchevole per il fatto che una certa freschezza si sposa ad una gradevolissima mineralità.


Ricordi di fichi secchi, albicocche disidrate, panforte accompagnano la mineralità finale che conduce ad un ammandorlato non particolarmente persistente. 
Veramente un ottimo vino, peccato non averlo degustato con un Bastardo del Grappa o un Emmental di Grotta, “combinando” così un intrigante matrimonio nord-sud.




23 maggio 2015, Trattoria al Ponte” di Lusia, con Pietro C., Elisa M., Antonella C. ed altri amici sommeliers.

lunedì 1 giugno 2015

Vino (119) : Bourgogne Blanc - Anniversaire - 2008

Cantina: Maison Louis Latour - Beaune (France)
Zona vinicola: Borgogna
Uvaggio: Chardonnay (100%)
Gradazione alcolica: 13,50 % Vol.

Questo Bourgogne Blanc "Anniversaire" è ottenuto da uve Chardonnay , in particolare dai villaggi di Meursault, Puligny-Montrachet e Chassagne-Montrachet, si parla quindi di zone “mitiche” della Borgogna.


Fermentazione in acciaio, con malolattica completamente svolta, e quindi un vino, probabilmente nelle intenzioni del produttore, da bere entro 2÷3 anni.
Devo dire che bere un 2008, non costruito per durare, nel maggio del 2015 è stata una esperienza che prima mi ha “intrigato” per la curiosità, e poi mi ha convinto che la Borgogna (anche se bianca) è sempre la Borgogna. 



Un vino ricco, morbido e molto ben strutturato, al naso presentava note evolute di frutta gialla senza però tralasciare, ancora, agrumi amari come pompelmo o bergamotto e note mielate da favo.
Buon floreale alla olfazione periferica con acacia, in primis, e ricordi di tiglio.
Giallo paglierino si! ma decisamente cristallino con una notevole consistenza, che in bocca ha portato alla ricordata morbidezza, appena appena, accentuata dall’età.


All'assaggio dunque complesso, stratificato, non freschissimo, con pesca gialla evoluta e frutta secca in un finale che ricordava la nocciola e la mandorla amara.


Un grande aperitivo, in famiglia, domenica 31 maggio 2015, con i cupcakes salati della pasticceria Charlotte di Rovigo.

sabato 23 maggio 2015

Altro (09) : CRYSTAL HEAD VODKA

Luogo di produzione: Canada
Tipologia: VODKA 
Materia prima: Grano (tipo: peaches and cream) 
Gradazione alcolica: 40,0 % Vol.


Il grano “peaches and cream” è la base di questa Vodka, si legge, distillata quattro volte dando quindi origine ad un distillato di grano naturale senza glutine che viene diluito con l’acqua purissima di Newfoundland , in Canada.
Il liquido viene quindi filtrato sette volte, di cui tre attraverso strati di cristalli conosciuti come i diamanti di Herkimer (cristalli di quarzo grezzi).


Il produttore è l’attore canadese Dan Aykroyd, uno dei famosi “Blues Brothers” che ha creato un prodotto veramente unico!
Il distillato non contiene glicerina, olio di agrumi o zuccheri; nulla viene aggiunto per mascherare od esaltarne il gusto.
Ma veniamo a noi.
Nel bicchiere si presenta assolutamente trasparente, un fantasma appunto, consistente, anche se i calicetti di degustazione a forma di teschio non consentono di andare oltre con la descrizione.
Un naso appena appena espresso (è una Vodka) permette comunque di carpire note burrose ed alcoliche allo stesso tempo, sentori salmastri che immediatamente portano all’abbinamento principe: il caviale.


In bocca è morbida e suadente, nulla di simile negli ultimi tempi, non brucia e ricorda lievemente il gin, la liquirizia “da fiera” quella gommosa, il burro.
Assaggiatela non ghiacciata, ne vale la pena!! 



21 maggio 2015, Antico Canevone di Rovigo con Pietro C., Guido C., Paolo C. ed il mitico Joe. 

sabato 16 maggio 2015

49 - Cucina : CIPOLLE RIPIENE AL FORNO CON RAGU’ DI ZUCCA

RAGU’ DI ZUCCA (dosi per 6 persone)

- 500 gr zucca tagliata a cubetti (Mirepoix circa 1 cm di lato)
- 5 cucchiaio di scalogno tritato (Brunoise circa 1 mm di lato)
- 5 cucchiaio olio evo
- 2 bicchieri fondo chiaro di verdura
- 5 tuorli + 100 gr di panna
- sale/pepe

La Mirepoix di zucca

Semplicissimo, attenzione di non cucinarlo troppo.
Fare andare lo scalogno con l’olio, fare saltare un attimo la zucca ed aggiungere il fondo di verdura e sobbollire sino a quando la zucca mantenga comunque una certa croccantezza.
Togliere dal fuoco ed incorporare la panna, il tuorlo d’uovo e regolare di sale e pepe, servire subito.
Si può ovviamente preparare la base di zucca prima, riscaldarla  e completare la preparazione come descritto.


CIPOLLA RIPIENA (dosi per 6 persone)

- 100 gr salsiccia spellata e rimacinata
- 100 gr lonza di maiale macinata
- poco pangrattato
- 50÷60 gr di burro 
- vino rosso leggero q.b.

Sbollentare le cipolle tagliate a metà in H2O salata per 3÷4 minuti.
Raffreddare e svuotarle parzialmente.
Tritare finemente la cipolla estratta e rosolarla nel burro, aggiungere la salsiccia prima e la lonza dopo, rosolare bene.
Aggiungere il vino rosso e fare evaporare, aggiungere per ultimo il pangrattato e finire la preparazione; regolare eventualmente di sale (credo non serva!).
Riempire le cipolle con la farcia ed imburrare una teglia, o impiegare la carta da forno; cuocere con forno a 170° x circa 45 minuti bagnando eventualmente con un po’ di vino.
Gratinare, se preferite, per 1 minuto.

Le cipolle ripiene prima di essere infornate

IL PIATTO

Servire la cipolla ripiena contornado e sovrapponendo 2÷3 cucchiai di ragu di zucca.

La preparazione servita

Questa mia preparazione è stata presentata in occasione di ENRICO & L'INGEGNERE 5, il 27.03.2015 alla trattoria "al Ponte" di Lusia (RO) ed è stata appunto preparata da Enrico Rizzato chef del ristorante.

Nell’occasione è stata servita con il Sasso Nero - DOC GUTTURNIO FRIZZANTE delle CANTINE ROMAGNOLI di VIGOLZONE (PC). 

Il vino della serata

domenica 10 maggio 2015

Vino (118) - Bàsura Riunda Brut Pas Dosè 2007

Cantina: Durin - Ortovero (SV)
Denominazione: V.S.Q. Brut 
Vitigni : Pigato 100%  
Gradazione : 12,0 %Vol

Ero curioso di assaggiare questo metodo classico noto per aver vinto nel 2013 lo Challenge internazionale Euposia, dedicato ai soli vini spumante realizzati col metodo classico.
Per carità nulla di eccezionale, comunque un concorso “avanti” nel senso, ad esempio, che nel 2012 il premio era andato ad un astro nascente della spumantistica inglese (gallese), quella Ancre Hill di Monmouth con chiari orientamenti biologici di cui sentiremo presto parlare. 



Da uve Pigato, con 60 mesi di permanenza sui lieviti, bisogna anche dire che viene maturato nelle grotte di Toirano nel savonese e questo con un permesso ottenuto dalla Soprintendenza ai beni archeologici della Liguria; Bàsura (in dialetto, strega) è il nome di una di queste grotte.
Ma passiamo al bicchiere che ci mostra uno spumante di color giallo dorato, brillante, di spuma decisamente fine e bollicine persistenti.


Il naso è secco con nette sensazioni di yogurt presto sopraffatte da frutta gialla matura, fiori gialli (ginestra) con un finale da “panificio” sommato ad eleganti note minerali.
In bocca subito potente, ma nervoso con mineralità quasi salata, che non copre un gradevole frutto, definito, ma non propriamente fresco.
Appunto un finale di frutta esotica (papaya?) si accompagna ad una buona persistenza che ritorna, ancora, verso una sapida nota salmastra.


Un gran bel prodotto che presenta un favorevole rapporto fra qualità e prezzo e che penso potrà essere ulteriormente migliorato lavorando in vigna sulla qualità e sulla freschezza delle uve.
Un grande abbinamento sarebbe con questo impeccabile "branzino da amo" grigliato ed accompagnato dalle sue uova fritte .... una prelibatezza!



10 maggio 2015, Bar “Garibaldi” a Rovigo, con Lele B.