sabato 12 dicembre 2015

Vino (132) : Angiolino Maule Recioto 2002


Cantina : La Biancara Società Agricola -  Gambellara (Vi)
Denominazione: D.O.C.
Uvaggio: Garganega 100% 
Titolo Alcolometrico: 14,0 % vol.

Concetti assolutamente di “produzione naturale” sono gli ispiratori di Questa Azienda “La Biancara” che ho conosciuto alcuni anni fa in occasione di una degustazione, a cura della Delegazione AIS di Rovigo, guidata appunto da Angiolino Maule .


Intervistato dallo stesso per ricavare le mie impressioni sul Suo modo di produrre il vino (assolutamente naturale) risposi più o meno in questo modo:
“Produrre vini nel modo usuale ha richiesto molto tempo, secoli, per affinare le tecniche ed ottenere dei prodotti di pregio, non vedo perché non debba occorrere ancora tempo per produrli in modo diverso, con diversi principi, ma mirando allo stesso risultato di (pur diversa) qualità”.


Mi sono approcciato a tale vino in questa ottica e devo dire che di “qualità naturale” ne ho trovato da vendere: nessun rimpianto rispetto i prodotti “maggiormente costruiti”.
I tempi sono forse già maturi!?
Un colore decisamente ambrato con sfumature giallo-oro, mi ha portato ad associarlo ad un TBA tedesco od austriaco, grande consistenza in una veste tutto sommato luminosa.
Un naso dominato da una intensa sensazione di frutta appassita quale datteri e mele gialle con la buccia raggrinzita (chissà mai che idee mi vengono!).


Non mancano comunque note spezzate quasi di cannella e pepe bianco in un’insieme quasi “terroso”.
Un palato splendido per pulizia e semplicità, dolce ma non dolcissimo, non particolarmente intenso, ma tessuto su note precise di dattero e frutta secca dove l’alcol partecipa con tono deciso a definirne la morbidezza.
Al contrario della intensità, la persistenza gusto-olfattiva è invece importante con note stratificate che ricordano il ribes,la nocciola, in un finale sapido e appagante.


Ottimo riscontro che, dopo questa degustazione in “solitario” (del vino), ho splendidamente abbinato con il fuoriclasse degli "impasti" di Simone Padoan: Foie gras... pan brioches, scaloppa di fegato, roast d’anatra ed altro ovviamente: che cosa avrò mai fatto per meritarmi cotanto?


22 gennaio 2014, “ai Tigli” a San Bonifacio (VR), con la famiglia allargata.

martedì 8 dicembre 2015

Vino (131) : Fixin “ En Combe Roy ” 2006

Cantina : DOMAINE Alain JEANNIARD , MOREY-ST-DENIS (Borgogna Cote de Nuits)  
Denominazione: AOC FIXIN
Uvaggio: Pinot Noir 100% (età delle vigne : 50 anni) 
Titolo Alcolometrico: 13,5 % vol.

En Combe Roy = La valle del Re (francese arcaico)

BORGOGNA: Cote de Nuits 

Fixin è un villaggio nella parte a nord della Cote de Nuits in Borgogna che detiene le Appellation Villages e Villages Premiers Crus  più settentrionali della zona.


Uno stile di vino asciutto, senza fronzoli, aromatico e di grande struttura; difetta ovviamente in complessità gusto-olfattiva che, se presente, lo avrebbe certo portato alla Appellation grands Crus come i vicini immensi “Clos” poco distanti, a Morey-Saint-Denis.
Questo 2006 presenta un color rosso violaceo decisamente luminoso e per nulla scalfito dall’età; grande la consistenza in una veste alcolica comunque importante che ne segna l’aspetto.


Naso splendido dove la viola e la peonia, prime al naso, non coprono una frutta “selvatica” di ribes, prugna ed uva spina nettamente espresse. Si chiude con un netto ricordo di pepe ed humus classico dei pinot neri della zona.
Il “cailloux de Fixin”, il terreno ciottoloso di Fixin, si sente tutto in bocca dove le note di humus al naso virano in note gessose, polverose, con un frutto ben amalgamato con tale peculiarità:
Tannini vivi, non ancora completamente setosi, danno una meravigliosa sensazione di freschezza; un po’ di vaniglia rimane da gustare in un finale accattivante, anche se non proprio lunghissimo.

Una sensazione su tutte: eccezionale bevibilità, un sorso che non stanca, una continua richiesta di piacevolezza.


Grande abbinamento con un Risotto alla Salsiccia (scusate: alla mia maniera!) dove lardo, salsiccia e zafferano hanno completamente esaltato questo splendido vino.

06.12.2015, Rovigo, via X luglio, con la famiglia.

lunedì 7 dicembre 2015

52 - Cucina : RISOTTO ALLA SALSICCIA (alla mia maniera)

Gli ingredienti
Dosi indicative:
400 gr Riso Vialone Nano
1 scalogno tritato
50 gr lardo di Colonnata
250 gr Salsiccia spellata e tagliuzzata
4 salsicce spellate (arrostite al forno)
1,5 bicchiere vino rosso
1,5 l brodo di carne
zafferano in pistilli (ammollato prima in H2O tiepida)
olio/burro, sale, pepe, grana (poco)




Fare andare con poco olio e burro lo scalogno tritato finemente con il lardo, quando tutto è traslucido unire la salsiccia e rosolare.
Unire metà del vino rosso e fare evaporare completamente; a questo punto tostare il riso nel soffritto di salsiccia, lardo e scalogno, e quando è traslucido aggiungere l’altra metà del vino e fare evaporare.

Lo zafferano di Navelli: FONDAMENTALE
Cominciare ad aggiungere il brodo poco alla volta e portare a 3/4 di cottura (12-13 min).
Aggiungere lo zafferano con la sua acqua di idratazione (almeno 1 ora in acqua tiepida) , regolare di sale (poco) e pepe se necessario.
A cottura ultimata (al dente circa 20 min totali) levare dal fuoco e mantecare con poco burro e grana.
Nel frattempo avrete cucinato le salsicce spellate al forno a 180°, per circa 1/2 ora coperte con stagnola, e finite poi scoperte sino a giusta rosolatura.
Servo il risotto accompagnato da una salsiccia arrosto nello stesso piatto; mangio alternando riso e salsiccia, e risosalsiccia assieme, rinforzando così la piacevolezza del piatto.

Il risotto, il Fixin 2006 di Alain Jeanniard

Per l’occasione ho aperto, ed ho fatto assai bene, un Pinot Noir di Borgogna il Fixin “ En Combe Roy” 2006. Una AOC, non un Grand Cru, comunque un grande abbinamento e questo è quello che più vale. 

06 Dicembre 2015, Rovigo, via X luglio, con la famiglia.

giovedì 3 dicembre 2015

51 - Cucina : CALAMARI RIPIENI CON CREMA DI PATATE E SALSA DI PEPERONE

Dosi indicative:
4 Calamari
4 Pane grattato
1-2 Aglio a spicchi
50 g Olive nere
30 g Capperi sotto sale
20 g Parmigiano grattugiato
1 Uovo
1 ciuffo Prezzemolo
1/2 bicchiere Vino bianco 
Olio di oliva extravergine q.b.
Sale / Pepe

Staccare i tentacoli eliminare becco, penna e inchiostro, ricavare le sacche da riempire; lavare accuratamente.
Sbollentare i tentacoli in fondo di verdura; tritarli a coltello in piccoli pezzi.
Fare un trito con aglio (poco), prezzemolo, olive, capperi e mescolarlo ai tentacoli tritati.
In una terrina mescolare il trito con uovo, pangrattato e formaggio,
salare e pepare creando un impasto morbido.
Riempire le sacche (non completamente per evitare che scoppino in
cottura) e chiuderle bene con filo o stuzzicadenti.


In una pirofila adagiarli con un filo d’olio e un po’ di vino bianco, salare e pepare.
 
Mettere in forno coperti con alluminio a 180° per il tempo di cottura dell’impasto (circa 10 min), scoprirli e farli colorire. 
Stendere un po’ di salsa di patate sul piatto, adagiare due calamari ripieni e mapparli in superficie con la salsa di peperone al grana.


SALSA DI PAPATE
Cuocere le patate a tocchetti al forno senza farle troppo colorire.
Frullarle ancora calde nel mixer con un po’ di fondo di verdura, poco olio evo, sale e pepe.
Portare il composto a consistenza di una crema, aggiungere il prezzemolo tritato e servire



27 Novembre 2015, una cena fra amici alla trattoria “al Ponte” di Lusia (RO).
Per l'occasione la ricetta è stata preparata dallo chef Enrico Rizzato.

domenica 22 novembre 2015

Vino (130) : Bertani Le Lave 1999

Cantina : Bertani - Grezzana (VR)  
Denominazione: Gargànega Chardonnay Veneto igt
Uvaggio: Gargànega 35% - Chardonnay 65% 
Titolo Alcolometrico: 13,5 % vol.


Non siamo nella Mosella dove un Riesling di 16 anni è ancora un “giovanotto”, ma in zona Soave dove il terreno lavico di origine vulcanica, ricco di sali minerali, conferisce grande ed inaspettata longevità ai vini bianchi.


Invitante degustazione in quel di Verona con un vino prestigioso, di annata prestigiosa, di cantina prestigiosa.
Stupore alla vista con si, un giallo paglierino con riflessi dorati, ma anche nuance verdoline stupefacenti per l’età, decisa consistenza a completamento di una veste possente.
Naso complesso di frutta secca e floreale di acacia, continua all’infinito a sciogliersi in note speziate e decisamente minerali quasi ammandorlate.


In bocca non tradisce con una morbidezza impressionante, forse non adeguatamente sostenuta da una spalla acida, presente ma che non riesce a portarlo verso il completo equilibrio gusto-olfattivo.
Complesso e stratificato snocciola man mano i suoi ricordi derivati dal riposo sulle fecce (per la parte Chardonnay) con frutta secca, tostatura, vaniglia e prorompente minerale: un assaggio complesso e assolutamente soddisfacente.


La degustazione, per questioni di tempo, non ha portato anche all’abbinamento che penso ottimale e non scontato con un salmone appena, appena affumicato; berlo da solo comunque è stato affascinate per una qualità che il lungo tempo non ha minimamente scalfito.

06 settembre 2015, Enoteca "zero7" a Verona con Carlo M. 

venerdì 20 novembre 2015

Vino (129) : Porto Vintage Champalimaud 1989

Cantina : Montez Champalimaud - Quinta do Côtto - Mesão Frio (Portogallo) 
Denominazione: Porto Vintage 
Uvaggio: Touriga Nacional, Tinta Roriz, Touriga Francesa, Sousão
Titolo Alcolometrico: 19,5 % vol.


Dopo averlo decantato abbiamo anche dovuto filtrarlo, come un grande Vintage, dove il sedimento, prova della maturazione in bottiglia, era copiosamente presente.
Diffidate, quanto si parla di grande qualità, dei Porto puliti, cristallini, trasparenti: qualche trattamento “non tradizionale” l’avranno sicuramente avuto.


Ma veniamo a noi, la trasparenza come detto non era la sua dote principale, ma l’aspetto olfattivo non lasciava dubbi sulla grande qualità di questo vino; note invitanti di prugna, uva sultanina, cuoio e cioccolato venivano sparse nell’ambiente dalla caraffa nella quale, alla fine delle varie operazioni, il vino aveva trovato finale destinazione.  
Ventiseianni dalla vendemmia, portati con noncuranza, privo assolutamente di note ossidate esprimeva ancora un frutto totale, fresco, appagante.
In bocca l’alcol, ben integrato, lasciava spazio ad un gusto gradevole di ciliegia sotto spirito, cacao, con un che di terroso, dato dalla somma del frutto e del tannino ancora presente anche se decisamente non invadente.


Lungo finale complesso da stratificazioni anche lievemente amare che ricordavano il cioccolato, il fungo, lo zenzero.
Bella esperienza che abbiamo diviso in due momenti; il primo di sola degustazione del vino ed un secondo, carpitone, per quanto nelle nostre possibilità, l’essenza, in abbinamento con un “percorso ligure” di dolci che alla fine prevedeva l’immancabile gelato al basilico.
Forte dei suoi quasi 20° non ha minimamente fatto percepire lo sbalzo termico dovuto al gelato abbinandosi con non curanza al nostro dessert, che visto la qualità del vino, sarebbe comunque stato meglio non ordinare, lasciandolo così unico protagonista!!



01 ottobre 2015, Ristorante “A Spurcacciun-A"  di Savona con Mosè P. e Giovanni B.

domenica 15 novembre 2015

Vino (128) : Sterpi Derthona Timorasso 2012

Cantina : Vigneti Massa - Monleale (AL) 
Denominazione: Derthona
Uvaggio: Timorasso 100% 
Titolo Alcolometrico: 14,0 % vol

Vino stupendo!!
Nato dalla ferrea volontà di Walter Massa che ha cominciato, attorno agli anni '80, a vinificare in purezza il Timorasso nella zona di Tortona (AL) quale sostituto del più noto Cortese che non si acclimatava perfettamente nei suoi vigneti.


Il vino si esprime su note salmastre, minerali sino agli idrocarburi classici dei Riesling Tedeschi; un progetto interessantissimo che vede in zona una decina di produttori impegnati a definirne ulteriormente queste peculiari caratteristiche.


Luminoso ed intenso il giallo decisamente dorato, consistenza importante con i suoi 14° che si vedono tutti.
Selce in primis al naso, seguita da un vegetale importante di fieno secco e paglia bagnata. 


Si sviluppa la rotazione con note di frutta evoluta, agrumata di cedro e pompelmo, esotica di papaia ed ananas, finisce sorprendentemente con decise note salmastre, iodate classiche dei vini botrizzati, alla quale categoria non appartiene.


Fresco inaspettato, visto l’impatto possente viso-olfattivo, continua con una decisa morbidezza nonostante una tagliente mineralità, persistente e stratificata con diluizione finale in frutta dolce ed esotica; infinita lunghezza gustativa.  


Un vero fuoriclasse!!
Abbinamento fantastico con un crudo “ligure” ed un’orata al forno ovviamente dallo stesso mare…. credete una emozione che difficilmente potremo dimenticare.



01 ottobre 2015, Ristorante "A Spurcacciun-A", lungomare di Savona con Giovanni B. e Mosè P.