sabato 22 settembre 2018

Vino (244) : ZINFANDEL “DIAMOND COLLECTION RED LABEL” 2014 - COPPOLA

Cantina: Francis Ford Coppola Winery - Geyserville (California) 
Denominazione: California 
Uvaggio: Zinfandel 95%, Petit Sirah 5%  
Gradazione alcolica: 13,5 % Vol.



Il regista Francis Ford Coppola, nonni di Matera, produce da molti anni vino con risultati di vera eccellenza. Non sfugge alla regola questo Zinfandel, che presenta magnificamente il livello della cantina;  vino ricavato da "vecchi vitigni" nella contea di Amador e i vigneti più freschi di Paso Robles e Sonoma, ha un'eccezionale profondità e complessità, inoltre la presenza del Petite Sirah si fonde con lo Zinfandel  per migliorare ulteriormente la succulenta e le note di confettura.


Ma andiamo con ordine: Rosso granato intenso con riflessi violacei, impenetrabile. Un naso infinito di standard californiano, gradevole ma molto spinto, con sentori di marmellata di fragole, more selvatiche, ciliegia in confettura e aromi di tostatura. In diluizione si individuano note di chiodi di garofano e crème brûlée.


In bocca risulta strutturato, con tannini morbidi quasi "soffocati", di "gusto americano", nel bene e nel male, comunque di eccezionale profondità e complessità. Risultano chiari al palato le spezie dolci, il cioccolato, le confetture di fragola e lampone, ricorda in certi momenti il cassis, lo sciroppo, quello dell'aperitivo Kir francese, ed ancora lunghissime note dolci dalle quali traspare, magia, anche una certa sapidità.


Abbinamento di eccellenza con braciolone di maiale "con il manico" , un'insieme dolce e sapito fra vino e piatto cotto in forno, di ottimo impatto gustativo. Lo trovo anche indicato, e forse di più, con formaggi già sapidi, stagionati, pecorini!! 




22 luglio 2018, Rovigo, via X luglio, con la famiglia.

domenica 9 settembre 2018

F(17) : DEGUSTAZIONE FORMAGGI SVIZZERI 02.09.2018

Un buon ventaglio di formaggi svizzeri sono la base delle note di degustazione che seguono; esclusivamente latte vaccino per paste di diversa consistenza ma grande unicità.


Abbinamento "per struttura" con un grande Marsala Secco 2013, il Vecchio Florio DOP maturato per circa 30 mesi in botti di rovere. La crescente nota piccante fornita dai formaggi, ha via via trovato complicità nella grande struttura e morbidezza del vino sino a condizioni di buon equilibrio negli ultimi tre formaggi degustati. La scheda di degustazione del vino nella apposita sezione del blog.

Formaggi in ordine di degustazione:

1 - Raclette - latte vaccino - Cantone Vallese

Prodotto con ricetta ancestrale con latte crudo vaccino che viene riscaldato a 35° e, dopo le operazioni sulla cagliata, pressato. Il formaggio viene maturato in grotte naturali trattando la crosta con acqua salata e fermento rosso (Brevibacterium linens) che, alla fine, colorano del rosso caratteristico la crosta del formaggio. In quello degustato la pasta è risultata elastica e di media consistenza, di un bel color avorio carico in contrappunto con la crosta, al naso sentori di stalla e di fermentazione, in bocca fondente, deciso e lievemente pungente. Già di buon livello l'abbinamento con il vino.


2 - Gruyère d'Alpage DOP - latte crudo vaccino - Cantone di Friburgo

Formaggio a pasta cotta (dopo la rottura della cagliata si ha un riscaldamento circa a 50°), ottenuto impiegando latte di mucche allevate al pascolo e nutrite esclusivamente con foraggio fresco. Il nostro presentava una pasta dura di colore avorio chiaro privo di occhiature, la crosta, compatta presentava un colore marrone giallastro, caratteristico. Un naso aromatico e lattico, in bocca il netto sentore del pascolo e poi miele, nocciole e  mandorle in un retrogusto di infinita lunghezza, a tratti inebriante. Si è trattato di un formaggio con 10 mesi di stagionatura già nel pieno delle proprie possibilità aromatiche.  



3 - Bündner Bergkäse - latte crudo vaccino - Cantone dei Grigioni (alpeggi oltre 1000 m di altitudine)

E' un formaggio a pasta semidura, rigorosamente ottenuto da latte vaccino fresco dagli alpeggi del Canton dei Grigioni, dove si parla ancora, fra l'altro, italiano. Ne esistono 12 differenti denominazioni e per quello degustato non mi è dato sapere a quale lo stesso appartenga. Ho notato una pasta semigrassa, con colorazione sostenuta per circa un centimetro sotto la crosta che mi fa pensare ad una maturazione di almeno 8-9 mesi, zona centrale di un giallo-grigio caratteristico. Aromi precisi di chiara nota vegetale, il nostro virava comunque anche verso sentori più evoluti specialmente nel sotto crosta. In bocca, speziato e potente, magicamente in simbiosi con il Marsala. Retrogusto infinito con caratteristiche note di montagna.


4 - Emmentaler di grotta DOP - latte crudo vaccino - Valle del fiume Emme nel Cantone di Berna

Emmentaler: l'aggiunta finale "er" significa in tedesco "di Emmental" e quindi indica la provenienza dalla Valle (tal) del fiume Emme nel Canton Berna. Il formaggio Emmentaler è prodotto con latte vaccino crudo, le vacche sono nutrite esclusivamente con erba e fieno e non sono consentiti mangimi insilati. Formaggio conosciutissimo, questa variante "di grotta" indica la maturazione per almeno 6 mesi in grotte naturali. La crosta, in questa tipologia, va dal marrone scuro al nero ed è ricoperta da una patina untuosa; nel nostro caso la crosta si avvicinava, come colore, alla prima tipologia, con un colore della pasta giallo-grigio caratteristico. Al naso un aroma ricco, persistente che richiamava l'uva passa in modo netto, con lievi connotazioni di "bruciato" tale ne era la ricchezza. In bocca "magico" e complesso: tutta presente la maturazione di almeno 12 mesi, dove alle note dolci si sommavano sensazioni più evolute frutta e di "Boisé", con evoluti sentori di vaniglia e di leggera tostatura. Grande tentazione con il Marsala secco!!!!  

  

5 - Sbrinz DOP 36 mesi - latte crudo vaccino - Svizzera Centrale

Lo Sbrinz DOP è un formaggio a pasta extradura che viene prodotto in 30 caseifici di pianura e d’alpeggio della Svizzera centrale. E' il classico formaggio a lunga stagionatura, il nostro a 36 mesi, che non può comunque essere immesso in commercio prima dei 18 mesi.
Il nostro presentava una crosta estremamente dura, in pratica dello stesso colore della pasta di color bruno-dorato. Aroma decisamente acidulo e piccante con chiare sfumature di caffè e cioccolato. In bocca quasi friabile, sapore dolce che ricordava il parmigiano, variava rispetto questo per una nota maggiormente vegetale, ancora presente nonostante la lunga evoluzione. Ho finito la degustazione in modo insolito, con lamelle di Sbrinz su crostini di pane imburrato, stemperando ed armonizzando l'insieme con il vino.     


6 - Schweizer Alpkäse - latte crudo vaccino - Tutta la Svizzera (alpeggi oltre 1500 m di altitudine)

Il nome significa "Formaggio d’alpeggio svizzero" ed è anche questo un formaggio di fama mondiale, prodotto solo durante l’estate e solo nei caseifici in alpeggio, mentre quelli prodotti tutto l'anno, compreso quindi l'inverno, sono chiamati, per distinguerli, Bergkäse come visto per il nostro formaggio dei Grigioni. Le tipologie che si fregiano di queste denominazioni sono: L'Etivaz AOP, il Berner Alp e Hobelkäse AOP, il Formaggio Alpino Ticino AOP, la Le Gruyère d'alpage AOP, il Vacherin Fribourgeois d'alpage AOP e Alpsbrinz AOP. Non mi è dato sapere quali di questi sia quello assaggiato ma mi è nota il solo periodo di maturazione che è superiore ai 36 mesi. Si trattava quindi di un formaggio a pasta dura, già da grattugia, ma eccezionale in bocca a scaglie, ben presente al naso una nota di affumicato che deriva dal processo di produzione con fuoco libero a legna (molto probabilmente). Evolute note vegetali completavano il quadro olfattivo, in bocca importante sapido con note dolci, quasi di caramello, con un finale lunghissimo, caratteristico armonizzato ancora dal Marsala che ha trovato qui il suo abbinamento più armonico.  




02 settembre 2018, via X luglio a Rovigo con la famiglia.

mercoledì 22 agosto 2018

Vino (243) : 11.0 BOCANEGRA 2017 - LAMBRUSCO FRIZZANTE

Cantina :  Oinoe Societa’ Agricola S.R.L. - Traversetolo PR 
Denominazione :  IGP Emilia
Vitigni : Lambrusco Maestri 80%, Ancellotta 20%
Alcol: 11,5% Vol.
Note: Metodo Ancestrale




Oinoe è un’azienda agricola Certificata Biologica da altre 20 anni; il fatto non impedisce di ottenere importanti riconoscimenti, ad esempio, il nostro, nel millesimo 2016 ha ottenuto dalla Guida 2018 di Luca Maroni il "2° Miglior Spumante".
La elaborazione è di fatto un "Metodo Ancestrale" con raccolta delle uve effettuata a mano in piccole cassette, le stesse subiscono una lunga macerazione per estrarre dalle bucce gli importanti aromi del vitigno. Il mosto viene fermentato a temperatura controllata, una buona parte dello stesso viene conservato dolce (raffreddamento), tale mosto viene utilizzato poi per fare la seconda fermentazione in bottiglia con la relativa presa di spuma.  



Alla vista si presenta con un "profondo rosso", bella ed importante spuma in rapida dissolvenza che lascia tracce rosso amaranto sul bicchiere. 
Al naso è una esplosione di sensazioni fruttate e floreali, che si aprono con note di ciliegia, mora e violetta, e sono seguite da aromi di lampone, mirtillo, prugna, sottile banana e note quasi aranciate.
In bocca si evidenzia subito un bel tannino, non coprente, ed una percettibile freschezza. Una lieve morbidezza  accompagna le nette sensazioni agrumate e di frutta rossa quale ciliegia, mora e prugna. Spuma cremosa, chiude con ricordi ancora vinosi e caratteristici del vitigno.


Noi lo abbiamo facilmente abbinato ad una sinfonie di crescentine e tigelle, di marca modenese, con affettati, formaggi, sottoli, lardo macinato ed aromatizzato al rosmarino e formaggio grana gratuggiato. Un pranzo informale, una valida tradizione!!!    




18 agosto 2018, "Osteria dal Nonno" a Casaglia nei Colli Bolognesi, con la famiglia.

domenica 19 agosto 2018

Vino (242) : ROSE’ EXTRA BRUT VIGNALTA

Cantina :  Soc. Agr. Vignalta s.s - Arquà Petrarca - PD 
Tipologia : Vino Spumante di Qualità (VSQ)  
Vitigno : 100 % Raboso Piave
Alcol: 11,0% Vol.
Note: Metodo Classico


Uno spumante da bacca rossa, metodo classico, una cantina importante,  in bottiglia con lieviti selezionati, sui lieviti per 24 mesi; le condizioni ci sono tutte per un prodotto di sicura qualità.
Nella zona del padovano il raboso, o con tutti gli altri nomi con cui lo vogliamo chiamare, per sua grande acidità naturale da (forse) il meglio di se spumantizzato in metodo classico, per la sua nota vocazione alla longevità, che in questa metodologia, permette lunghe permanenze sui lieviti sino prodotti di indubbia qualità, sia vinificati in bianco che in rosa.
Molto "bello" il colore cerasuolo ,con riflessi aranciati, molto luminoso; importante perlage, come si dice, fine e persistente. Importante nota olfattiva con ciliegia, lampone e fragola seguite da aromi di ribes, lievito, lieve agrumato di mandarino e floreale, forse di ciclamino.


in bocca fresco, fragrante e lievemente tannico, piacevolissimo, si riconoscono subito, nella cremosa effervescenza, la ciliegia, il lampone, la fragola. Presente anche una nota vegetale aromatica di alloro e salvia con un finale importante con ricordi di frutta rossa e leggera mineralità.
Un mezzogiorno estivo, gita informale sui Colli Euganei, voglia di pollo fritto: abbinamento perfetto, stagionale, ma non solo.
Struttura e corpo in gustoso equilibrio, tendenza dolce e lieve untuosità del piatto in perfetta contrapposizione con fruttata effervescenza e lieve tannicità del vino; il tutto piacevolissimo ed appagante!!  



12 aprile 2016, Antica Trattoria Taparo, Torreglia PD, con mia moglie Maria L. 

venerdì 17 agosto 2018

F(16) : FERRAGOSTO E FORMAGGI 15.08.2018

Ferragosto 2018 diverso dal solito: pranzo con formaggi (molti dal Sud della Francia) e Sauternes Madame de Rayne 2008 (clicca per il link di degustazione), un grande secondo vino di Rayne Vigneau 1er Cru Classé.





I formaggi sono stati acquistati presso la prestigiosa Fromagerie Gandolf nelle "Halles" de Narbonne dove l'affinatore Alain Sigaud presenta i propri formaggi assieme a chicche di altri produttori.



Caldo entro i limiti, piacevolezza unica!! 

Formaggi in ordine di degustazione:

1 - Bûche fermier Hautes Corbières - latte crudo di capra - Languedoc


Dalla caratteristica forma cilindrica (o a "tronchetto") questo formaggio artigianale prodotto sulle colline attorno a Narbonne presenta una leggera acidità che si sposa magicamente con una sorprendente suadenza gustativa di lievi sentori caprini. Il gusto molto leggero nel complesso è comunque personale, e trova giusta collocazione in questa degustazione come primo formaggio. La crosta è leggermente fiorita di colore bianco.


2 - L'Ecu du pays fermier - latte crudo di capra - Languedoc


Formaggio caprino di fattoria (fermier) con latte crudo affinato 10 giorni. È un formaggio a crosta fiorita e pasta molle dalla caratteristica forma a scudo, da cui il nome in francese. Vincitore di parecchie medaglie d'argento alle competizioni dipartimentali 2010, 2013, 2014, 2015 e della competizione regionale 2014.
Questo piccolo formaggio morbido e denso possiede un odore delicato e una consistenza gessosa e morbida, il sapore è leggero, dolce e leggermente caprino. Una lieta sorpresa.


3 - Pélardon - latte crudo di capra - Languedoc


Questo caprino completa il trittico di formaggi delle Haute Corbières in Linguadoca, nel Sud della Francia. Si consuma dopo una settimana di affinamento e presenta una crosta evanescente, una pasta compatta, con sentori di noci al palato. Molto in equilibrio fra acidità e salinità, ha un ricco sapore di latte che si prolunga gradevolmente in un retrogusto deciso ancora tostato.
  

4 - Langres - latte crudo di vacca - Champagne



Formaggio tipico della Champagne, a forma cilindrica nel centro leggermente concava di circa 5 mm. Presenta una crosta lavata umida e brillante del caratteristico colore aranciato donatole dall'annatto, una specie di zafferano dal Sudamerica; il suo odore è deciso, verso importanti note di sottobosco. In bocca la consistenza è morbida ma fondente, con la pasta non cotta e non pressata, e presenta una combinazione complessa di gusti, che vanno da quelli vegetali verso note più animali complesse di latte. Il nostro degustato aveva quindici giorni di affinamento, mantenendo ancora note burrose che si sono ben sposate con la pronunciata nota sapida.


5 - Comté vieux - latte crudo di vacca - Franche Comté


E’ stato uno dei primi formaggi francesi tutelato dalla AOC, è un formaggio a latte crudo con sole vacche della zona, viene prodotto con caglio di vitello e dopo le solite operazioni affinato da 6 a 24 mesi.
Quello degustato aveva un affinamento superiore ai 12 mesi e si presentava con una crosta solida di color bruno.
Al naso un delizioso profumo fruttato e floreale, caratteristico, con un assaggio preciso di note sapide e dolci allo stesso tempo ed infinita persistenza di nocciola. Grande formaggio!!


6 - Boulette d' Avesnes - latte crudo di vacca - Flandres


Particolarissimo formaggio aromatico del nord della Francia, vicino al confine fiammingo belga, deriva da una rielaborazione del più famoso AOC Maroilles con il latticello risultante della lavorazione del burro. Viene formato a mano e profumato con prezzemolo, pepe, dragoncello e chiodi di garofano, ottenendo una pasta morbida e granulosa. Lavorato in forma conica (o "a proiettile" come il nome), è stato lavato nella birra e ricoperto di paprica, ottenendo un'esplosione di gusti e di sapori intensi difficili da descrivere ma sicuramente da provare.


7 - Roquefort "Carles" - Latte crudo di pecora - Rouergue 


Un erborinato di grande razza, ottenuto rigorosamente con latte di pecora e coagulazione presamica. La Maison Carles possiede un caseificio a Rebourguil, un piccolo villaggio vicino a Roquefort sur Soulzon, producendo il proprio "penicillium roqueforti" cresciuto su pane di segale e raffinato in grotte naturali su scaffali di quercia. Il suo odore penetrante, la consistenza della pasta burrosa, fondente, con erborinatura evidente di color verde scuro tendente al blu. Il gusto, forte ma in perfetta armonia con i sapori tipici del latte di pecora, trasmetteva sensazioni di finezza pur con un gusto molto deciso e penetrante. Più fruttato e meglio bilanciato di altri Roquefort, si tratta di un formaggio splendido.



15 agosto 2018, via X luglio a Rovigo con la famiglia.

domenica 12 agosto 2018

Vino (241) : LAMBRUSCO DI SORBARA "FONDATORE" DOC 2014

Cantina :  Cleto Chiarli - Castelvetro (MO) 
Denominazione :  DOC Lambrusco di Sorbara
Vitigno : Lambrusco 100%
Alcol: 11,5% Vol.
Note: Metodo Ancestrale


Il Metodo Ancestrale, una tecnica vecchissima forse iniziata nella Aoc Blanquette de Limoux nel sud della Francia, è un metodo di vinificazione che si discosta dai classici  Metodo Charmat e Metodo Classico ricalcandone comunque la metodologia, diciamo una "via di mezzo". Dopo una leggera pressatura delle uve per estrarre i lieviti autoctoni presenti sui grappoli, viene eseguita una fermentazione in acciaio inox a bassa temperatura controllata. In questo modo la fermentazione viene prima rallentata e poi bloccata conservando un contenuto di zuccheri sufficiente a garantire la ripresa della stessa dopo l’imbottigliamento, senza ulteriori aggiunte di zuccheri e lieviti. Non effettuando la sboccatura, questi vini si presentano torbidi con sentori olfattivi di crosta di pane più accentuati dovuta a una maggiore presenza di lieviti. Il nostro vino va quindi stappato e versato con cura per non rimuovere dal fondo il leggero e tipico residuo della fermentazione.


Versato quindi con cura il nostro si presenta di un rosa salmone e sfumature rosa tenue, trasparente, perlage sufficientemente fine e di discreta persistenza.
Un bel naso "presente" con note di ciliegia, lampone e crosta di pane, seguite da aromi di fragola, pompelmo rosa, susina, mirtillo, con floreali di rosa e ciclamino. Una complessità atipica per un lambrusco che da quindi conferma, per la tipologia, che siamo in presenza di un prodotto di spicco. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco effervescente, fresco e leggermente tannico, buon corpo, sapori intensi, piacevolezza. Il finale è abbastanza persistente con ricordi di ciliegia, mora e prugna.


Appartiene quindi alla categoria dei Nuovi Lambruschi, non Neri tipo Mantovano, ma con fermentazioni curate e rispettose della possibilità di queste uve. Goloso ed appagante abbinamento estivo di un antipasto all'italiana con anche "polpettine crude" di salsiccia, e di un grande piatto di tagliatelle al prosciutto nella magica Bologna.  



05 giugno 2018, "All'Osteria Bottega" a Bologna, con la famiglia.

lunedì 6 agosto 2018

Vino (240) : CHAMPAGNE YVES RUFFIN 1er CRU

Domaine : Yves Ruffin - Avenay Val d'Or - (Valle della Marna) 
Appellation : Champagne Brut Premier Cru
Cépages : Chardonnay 80%, Pinot Noir 20% 
Alcol: 12,5 % Vol. 



Uno Champagne frutto di assemblaggio fra Chardonnay 80% e Pinot Noir 20%, con uve provenienti da vigneti Premier Cru, situati nei comuni di Avenay Val d'Or e di Tauxierres nella Vallée de la Marne, da viti di una trentina d'anni. Piccola azienda biologica con soli 3 ha di proprietà, divisi circa a metà fra Chardonnay e Pinot Noir e con una produzione limitata a circa 13.000 bottiglie: una piccola azienda che produce Champagne di estrema finezza.
Ne è un esempio mirabile questo Brut Premier Cru, Cuvèe Assemblage, vino base con malolattica completamente svolta, affinamento in botti di quercia ed acacia, con parecchi anni di vita, preferendo per il vino la micro ossigenazione rispetto alla cessione dei tannini; 24 mesi sui lieviti ed un residuo zuccherino dell'ordine di 7 gr/litro. 



Uno Champagne per aperitivo, lievemente dosato, artigianale, naso preciso con fiori bianchi, piccoli frutti rossi (ribes e lampone) ed erbe aromatiche, perlage minuto e persistente (come si dice!) e una bocca morbida dove l'equilibrato residuo zuccherino stempera, in meglio, freschezza e mineralità. Il finale è persistente con ricordi di banana, ed ancora piccoli frutti rossi, pompelmo e susina.
Grande aperitivo, lo abbiamo bevuto da solo con qualche oliva nera, ma il piacere non necessitava di null'altro!! 



02 agosto 2018, Ampelos - Vineria & Champagneria di Ferrara, con Gianluca F. e Claudio B.