lunedì 17 dicembre 2018

Vino (254) : GILDO SCHIOPPETTINO PASSITO 2017

Cantina :  Cantina Gildo - Spessa di Cividale del Friuli UD 
Denominazione :  IGT Venezia Giulia
Vitigno : Schioppettino 100%
Alcol: 13,0 % Vol.
Note: Tipologia passito non usuale  



Lo Schioppettino, chiamato anche Ribolla Nera, forse è il più noto vitigno autoctono friulano a bacca nera insieme al Refosco dal Peduncolo Rosso. È originario del Comune di Prepotto e si pensi che negli anni '70 il vitigno era pressocchè estinto, a causa delle malattie, Oidio prima e Fillossera poi (fine '800-inizio '900), e  della scelta di molti viticoltori di sostituire i vitigni autoctoni con vitigni internazionali. Viene poi riscoperto per merito dell'Azienda Ronchi di Cialla che nel 1976 vince il premio Risit d'Aur (Barbatelle d'Oro), prima edizione, per "... aver dato razionale impulso alla coltivazione, nel suo habitat più vocato in Cialla di Prepotto, dell'antico prestigioso vitigno autoctono Schioppettino, di cui assurde leggi ne hanno decretato l'estinzione…". In giuria anche Luigi Veronelli.


Questo Schioppettino Passito, tipologia non usuale per il vitigno, si presenta con un bel frutto rotondo e speziato di amarena matura, pepe verde ed erbette fini. Giustamente dolce, conferma una buona scorrevolezza al palato con un tannino composto e schietto, ma ben ammorbidito dalle parti gliceriche del vino. Buona coerenza gusto-olfattiva e discreta persistenza. Vino equilibrato con una piacevole nota fruttata finale che non nasconde un discreta chiusura sapida.
Voglia di provare!! Abbinato ad un taglio magro di manzo lesso, accompagnato da una incredibile Mostarda Cremonese di Lanfranchi (la migliore che conosco !!). Grande ed indovinato abbinamento, il morbido tannino e la dolcezza del vino in perfetta armonia con la sapida carne "addolcita" dalla mostarda non piccante; contrapposizioni e concordanze in un raro equilibrio gusto-olfattivo, allo stesso tempo dentro e fuori dagli schemi canonici di abbinamento come ogni tanto, si spera, possa essere anche il nostro percorso di vita.



09 Dicembre 2018, via x luglio a Rovigo, con la famiglia.  

mercoledì 12 dicembre 2018

Vino (253) : SILEX - BLANC FUMÉ DE POUILLY 2011

Domaine: Didier Dagueneau - Saint Andelain (Loire)
Denominazione: Pouilly-Fumé AOC
Uvaggio: Sauvignon Blanc 100% (detto Blanc Fumé)
Gradazione alcolica: 12,5 % Vol.



Louis-Benjamin Dagueneau in bella evidenza sul retroetichetta, continua l'eredità stilistica della viticoltura di suo padre, il celeberrimo Didier Dagueneau tragicamente scomparso in un'incidente nel 2008 a soli 52 anni.
Il "Silex", capolavoro assoluto di Dagueneau, è un Sauvignon che rientra sicuramente nell'olimpo dei migliori vini bianchi del mondo.
Prodotto per la prima volta nel 1985 è il capostipite dei vini vinificati "per terreno" (non terroir), grande intuizione biologica appunto di Dagueneau, in pratica il vino proviene da vigneti che insistono su i famosi Chailloux, giovani terreni silicei di bordo Loira, denominati appunto Silex. 
Il nostro 2011 si presenta brillante, giallo paglierino con riflessi verdolini che tradiscono, come logico, la presenza del Sauvignon. Consistente, naso possente, di grande mineralità, anche fumè, con note di pietra focaia o grafite. Un frutto nascosto, si rivela piano piano, con frutta esotica, papaia, mela golden matura, per finire con un fiore bianco espresso, forse tiglio. 


Si dice sempre così: "sorso tagliente", vero, ma in perfetto equilibrio fra una impensabile morbidezza, quasi untuosa, e le parti fresche e minerali caratterizzanti. Il finale risulta anche vellutato, aromatico senza cedimenti, estremamente sapido, armonico e, all'infinito, persistente.
Sublime abbinamento con gli scampi giganti dorati alla Fantin, una classica preparazione dei "Do Forni" di Venezia, qui magistralmente interpretata; la morbida mineralità del vino con la tendenza dolce della evoluta frittura si sono incontrate a meraviglia. Veramente un raro connubio!! 



05 Dicembre 2018, Antico Canevone da Joe, Rovigo, con Federica F. Michele S. Moreno B. Francesco M.


lunedì 10 dicembre 2018

F(18) : DEGUSTAZIONE FORMAGGI ITALIANI 16.11.2018




Formaggi in ordine di degustazione:


1 - Caprino fresco ai fichi - latte caprino - Alta Langa CN

Un Fresco caprino, a latte di capra crudo, con pasta bianca e rispettoso ripieno a base di fichi freschi. La crosta è assente, il colore è bianco candido, la struttura morbida e cremosa riporta una leggera acidità, magistralmente compensata dal ripieno di frutta: una vera lecornia!!


2 - Burratina pugliese affumicata - latte vaccino - Putignano BA

Prodotta con caglio vegetale questa burratina affumicata si presenta con maggior consistenza rispetto la classica burrata. L’affumicatura naturale conferisce al prodotto un sapore deciso in contrasto con il suo cuore dolce e cremoso che si è fuso immediatamente con la salinità spiccata del vino: abbinamento da vera "chicca" sensoriale!!




3 - Val di Sesto (Val Pusteria) - latte crudo vaccino - Sesto (Sext) - Val Pusteria

Questo, un vero e proprio “Bergkäse” (formaggio di montagna), presenta una pasta color paglierino intenso, compatta, con fitta occhiatura media o grande. Dolce ed intenso in bocca evoca i pascoli di montagna, le dolci note portano ai grandi Emmental, il lungo finale dona sensazioni di morbidezza ben equilibrate dal vino    


4 - Piacentinu ennese - latte ovino intero - Provincia di Enna

Formaggio siciliano prodotto con latte intero di pecora con aggiunta di zafferano (locale) e pepe nero in grani.
La pasta presenta una caratteristica colorazione gialla, tendente all’arancione, fondente quello degustato, con un caratteristico sapore di “latte allo zafferano”, non aggressivo ma di grande personalità, con una buona piccantezza che mi ha consigliato di porlo penultimo nella degustazione.
Incredibile finale teso su note gradevolmente amare dello zafferano, giustamente speziate ma che presentano anche dolcezza e note di caffè.     


5 - Moliterno al tartufo - latte ovino intero - Sardegna

Un formaggio a pasta semidura, bianca con venature di tartufo che viene inoculato dopo una certa stagionatura portando il tutto ad un invitante aspetto "marmoreo". La crosta, durante la maturazione, viene cosparsa di olio e aceto al fine di contenere la perdita di peso. Quello degustato aveva una pasta semidura, bianca con venature di tartufo il cui aroma veniva esaltato dal connubio con il formaggio. In bocca sapido, pieno, di notevole impatto gustativo e con retrogusto di grande personalità sia su note sapide che su note aromatiche. Un gran bel formaggio!  


Il "Domaine Macle" è considerato uno dei più grandi produttori dello Jura. 

Il vino in abbinamento

Quello abbinato, Côtes du Jura 2011, è un vino ottenuto con Chardonnay 80% e Savagnin 20% dal colore dorato con aroma speziato. In bocca ha sapore di mandorle, marzapane, con un finale salino e persistente. La scheda di degustazione del vino nella apposita sezione del blog.



16 Novembre 2018, via X luglio a Rovigo con la famiglia.

ALTRO (28): ERAVAMO CINQUE AMICI DA JOE .....

Mercoledì 05-12-2018
Senza Giacca G.V. - Atto 1



Champagne Brut "Premier Cru" - Louis Brochet 
(Champagne AOC) 
Misto di Frutta Secca salata


Pouilly-Fumé Silex 2011 - Didier Dagueneau (Loira)
Scampi " alla Fantin "


Mosel Bernkasteler Doctor Riesling Auslese 2006 - 
Thanisch (Mosella)
Fois Gras d'Oie e Porcini

AOP Muscat de Beaumes de Venise sélection ancestrale blanc 2017 Maison Fenouillet

Selezione formaggi Inglesi 

Montelobos Mezcal Joven - Oaxaca (Messico)

Frutta e Noci ricoperte di cioccolato


05 Dicembre 2018, Antico Canevone in Rovigo con Federica F. Francesco M. Moreno B. Michele S. 


domenica 25 novembre 2018

Vino (252) : MERLOT RESERVA "DEL FIN DEL MUNDO" 2013

Bodega: Bodega del Fin del Mundo - San Patricio del Chañar, Argentina  
D.O. : Patagonia Argentina 
Uvaggio: Merlot 100%  
Gradazione alcolica: 14,0 % Vol.




San Patricio del Chañar, un paese di circa 5.000 abitanti, è situato nel cuore della Patagonia argentina, a 39 ° di latitudine sud, in questa terra privilegiata posta in una delle zone vinicole più meridionali del mondo. Fu solo negli anni '90 che Julio Viola fu il primo a vedere che il deserto della Patagonia aveva nascosto un grande potenziale enologico, con la produzione di vini di alta gamma, iniziata attorno all'anno 2000 quando le piante avevano raggiunto la maturità e l'equilibrio necessari. Notevole questo merlot riserva che ha sopportato con grande classe, e senza snaturarsi, il passaggio di 12 mesi in rovere sia francesi che americane.


Di colore rosso porpora intenso presenta una notevole consistenza ed una stoffa impenetrabile. Un naso composito e varietale, come detto, invia ancora note vegetali che si sommano ad aromi fruttati di lamponi e ribes maturi ed evoluti. Non mancano ovviamente i terziari con vaniglia gradevolmente espressa che vira su note di cocco e cioccolato al latte. In bocca si ritrova, netta, la corrispondenza con il naso, con un attacco leggermente tannico comunque piacevole e ben equilibrato dalle note morbide date dall'alcol. Ancora frutti di bosco anche con note di amarena in un finale estremamente persistente, sapido ed equilibrato.


Un importante vino da formaggi e carni non impegnative, noi l'abbiamo provato con un bollito domenicale ingentilito dalla mostarda di cremona, poco poco picccante, dagli spinaci ed dal purè. Buona tenuta, ottimo ed piacevole risultato pur nell'impegnativo contrasto con la frutta candita.

18 novembre 2018, via X luglio, in famiglia.



sabato 17 novembre 2018

Vino (251) : ANNAMARIA CLEMENTI DOSAGE ZÉRO 2008

Cantina :  CA’ DEL BOSCO - Erbusco - BS 
Tipologia : Franciacorta Riserva DOCG  
Vitigno : Chardonnay 55%, Pinot Bianco 25%, Pinot Nero 20%.
Alcol: 12.5% Vol.
Note: Metodo Classico




Ogni tanto ci concediamo un "top wine" era quindi ora di Annamaria Clementi 2008. Con un affinamento sui lieviti mediamente 9 anni, siamo di fronte ad un metodo classico per il quale la definizione "Nessun Compromesso" riportata sulla scheda del produttore ha un significato assoluto. E' chiaro che il nostro non necessita sicuramente della "mia scheda di degustazione" essendo arcinoto ed arcidegustato a grande livello: comunque perchè no anche alla mia valutazione!



Perlage molto fine e bollicine molto numerose e persistenti, spuma che innonda il bicchiere e persiste con assoluta tranquillità. Il naso è assolutamente personale con aromi freschi e puliti; senza voler strafare è impossibile non riconoscere la crosta di pane, il lievito, il burro in un attacco fresco ma già evoluto. Evoluzione indicata senz'altro dalla banana, la pera, la nocciola con un che di agrumato di pompelmo ed arancia amara, ed, allo sfumare dell'effervescenza, da chiare note vanigliate.


In bocca "cremoso", importante, appagante con una frutta matura ed un chiaro equilibrio fra freschezza e morbidezza. La fermentazione in barrique si sente tutta nel lungo finale che oltre al fruttato (banana, litchi, pera) presenta importanti note terziarie.


Scelta quasi obbligata in un composito menu di pesce di qualità assoluta, crudité di crostacei, filetti crudi naturali, tartare condite per arrivare ad un secondo con un San Pietro di taglia, sfilettato e fritto: garantisco un jolly incredibile, una vera goduria!! 



27 agosto 2018, Ristorante Zafferano in Padova, con Eugenio B.

sabato 3 novembre 2018

Vino (250) : VILLA CORDEVIGO FIORDILEJ PASSITO 2012

Cantina :  Vigneti Villabella  - Bardolino VR
Denominazione :  IGT Bianco del Veneto
Vitigno : Garganega 70%, Incrocio Manzoni 30% 
Alcol: 12,5% Vol.




Nel cuore del Bardolino Classico, sulle colline che si affacciano sul lago di Garda, si trova l’azienda vitivinicola Villabella, situata in Bardolino, frazione Calmasino.
La grande percentuale di Garganega lo fa quasi pensare come un Recioto di Soave anche se obiettivamente siamo un pò fuori zona; nasce da un blend di uve che sono fatte appassire per circa quattro mesi prima di essere vinificate.
Il “Fiordilej” si presenta di un bel giallo dorato lucente e intenso. Al naso rivela aromi intensi, raffinati ed eleganti che si aprono con note di uva secca, fico secco e miele seguite da aromi di canditi, albicocca secca, litchi, confettura di mele cotogne, confettura di pesche, dattero, scorza d'agrume, vaniglia, mandorla e smalto. 



In bocca, dolce ma non stucchevole, aromatico e morbido, ben equilibrato da un alcol non eccessivo e con ancora una piacevole freschezza. Il finale è persistente con ricordi di uva passa, fico secco e albicocca secca. Il vino fermenta in piccole botti e riposa in barrique per un anno.
Noi l'abbiamo provato a fine pasto su un carrello composito di dolci al cucchiaio; il vino si è mediamente comportato bene anche se, dolci secchi o formaggi, anche erboranti, lo avrebbero forse fatto esprimere al meglio delle sue normali possibilità.



26 Luglio 2018, Gigi Pipa, la “Pizzeria con l'orto” ad Este PD, con Pietro C. e Graziella M.