venerdì 27 gennaio 2023

Vino (391) : ANIMALE CELESTE Sauvignon 2021

Cantina : Azienda S. Barbara srl - Barbara AN
Denominazione: 
Uvaggio: Sauvignon Blanc 100% 
Titolo Alcolometrico: 12,5 % vol.





Quando penso ad un Sauvignon la mente corre subito a Nord, ad esempio alla Loira, "au centre de la Loire", con i grandi Sancerre ed i Pouilly Fumé, od all' Alto Adige terra di eleganti Sauvignon, e mai mi verrebbe "da pensare ad Ancona"!! 

Invece questo "Amimale Celeste" mi ha portato verso Sud, nella zona fra Cupramontana e Morro D'Alba dove appunto si trova il Comune di Barbara contornato da una serie di colline che presentano terreni argillosi e calcarei ricchi d’acqua, racchiusi tra il Mare Adriatico, a est, e la catena degli Appennini, ad ovest.
Ad una altezza di 350 m si trovano questi vigneti di Sauvignon, privi di una classica denominazione, ma che si presentano fornendo un prodotto di grande eleganza. Completamente vinificato in acciaio il nostro si mostra con un giallo verdolino e con discreta consistenza. Le tipiche note fruttate e tropicali non mancano al naso che si connatura "importante" con precise note di mandarino; erbe aromatiche e floreali ne completano il ventaglio olfattivo sino a chiari riconoscimenti di peperone, salvia e geranio.  




Freschezza e morbidezza dominano l’aspetto gusto-olfattivo con il ritorno di note fruttate evolute, quasi dolci ma bilanciate da una chiara freschezza che nobilita, in questo modo, un vino essenzialmente morbido e di piacevolissima beva. Finale discretamente armonico, di buona persistenza e contenuta mineralità.

Aperitivo serale al Sur Lie Enoteca in Rovigo, con semplici snack e crocchette di patate; ci siamo decisamente divertiti degustando un vino "giusto" per il momento non impegnativo; una scoperta interessante!! 





28 Novembre 2022, Sur Lie Enoteca, in Rovigo con Pietro C. e Angelo B.

venerdì 20 gennaio 2023

Vino (390) - PINOT NOIR TERLANO Tradition 2021

Azienda: Cantina Terlano - Terlano BZ
Denominazione: D.O.C. Alto Adige
Vitigno : Pinot Nero 100%
Gradazione : 13,5 %Vol




Noto è che il Pinot Nero (uva!) non presenta abbondanza di materia colorante e, in questo Pinot Noir base, il fatto è abbondantemente confermato dal suo bel rosso brillante non concentrato, di buona trasparenza. Gli archetti, lenti e ravvicinati, nostrano in pieno il suo discreto grado alcolico che lo rende particolarmente interessante dal punto di vista degli abbinamenti.
Ma procediamo con ordine; un naso fresco e fruttato esprime in pieno quello che ci si aspetta da un Pinot Nero : la finezza. Dunque "completamente fine", fruttato di prugna e floreale di viola, e poi ancora note di sottobosco e, mi ha sorpreso, il sentire solo un lieve ricordo di "legno" tessuto su note leggere di tabacco più che di vaniglia. Grande e succoso, in bocca si ritrova la prugna ed il lampone, con tannini morbidi e setosi con un buon finale, appena appena speziato di pepe nero e tabacco. Tutti risultati di una attenta vinificazione tessuta con sapienza fra acciaio e legno grande. 





Abbinamento si diceva, ci siamo davvero "divertiti" con un risotto di fagioli "nobilitato" da una scaloppa di fois gras, seguito da una "magica" coscia d'oca cotta lungamente a basssa temperatura e rifinita in padella rovente sino alla "crosticina" finale.



Le note fruttate del vino in piena sintonia con il "più che aromatico" risotto ed i morbidi tannini e il grado alcolico in giusta contrapposizione con la morbidezza e la succulenza della elegante preparazione di carne, magistralmente eseguita dallo Chef Enrico Rizzato. 





18 Gennaio 2023, Trattoria "al Ponte" di Lusia RO, con con Marco T. ed Alberto B.

martedì 3 gennaio 2023

Vino (389) : CHAMPAGNE DRAPPIER CLAREVALLIS Extra Brut BIO

Domaine : Champagne DRAPPIER - Urville - (Dipartimento Aube)
Appellation : AOC Champagne Extra-Brut
Cépages : 75% Pinot Noir, 10% Pinot Meunier, 10% Chardonnay, 5% Blanc Vrai 
Alcol: 12,0 % Vol. 
Note: Vigneti coltivati ad Agricoltura Biologica (Côte des Bar)




Espressione ottimale dei migliori terroir della maison Drappier, questo Champagne prende il nome dalla Abbazia di Clairvaux, fondata nel attorno all'anno millecento da San Bernardo nella zona di Urville. Si tratta di una zona che presenta un terreno essenzialmente calcareo associato ad una esposizione di massima insolazione. La stessa è coltivata in modo completamente biologico anche con le lavorazioni del suolo eseguite da cavalli, insomma una ricerca di principi biologici e naturali. Ne esce uno champagne particolare, prodotto con un blend di Pinot Noir, Pinot Meunier, Chardonnay, Blanc Vrai (Pinot Blanc); Extra-Brut dall'aroma fruttato e che porta con se le "attenzioni naturali" con cui sono state prodotte le uve. 




Come ovvio che sia, la "bollicina" è fine e persistente e si manifesta in un ambiente grigio dorato, accattivante. Il naso è netto di agrumi con ricordi più sfumati, "dolci" di sambuco e gelsomino, in un complesso fine e caratteristico delle uve. In bocca strutturato, frutta matura e mineralità lo rendono gradevolissimo per contrappposizione, lungo finale fresco e lievemente speziato.




Fine Anno 2022, Clarevallis ha funzionato magicamete da aperitivo prima dei "giorni canonici" di festa; tartine di prosciutto e baccalà mantecato ne hanno esaltato la versatilità fornendo completa soddisfazione al palato ed all'amicizia!!





30 Dicembre 2022, "Osteria Ai Trani" in Rovigo con Luca DB. e Fabrizio C.

giovedì 22 dicembre 2022

Vino (388): DEGUSTAZIONE PER GLI AUGURI DI NATALE 21.12.2022

In cinque amici all'Antico Caffè Franchin - Rovigo - con Moreno B. Pietro C. Michele S. Caterina Z. ci siamo scambiati gli Auguri di Natale 2022. L'occasione è stata subito colta per la degustazione di quattro vini fuoriclasse francesi che hanno accompagnato la piacevolissima serata. Abbinamenti cibo-vino particolarmente studiati hanno poi contribuito al clima di festa e di amicizia in una serata da ricordare. 

I vini degustati e gli abbinamenti. 



Champagne Premier Cru "L'Artiste" - David Leclapart - Sbocc: Maggio 2019

Giallo dorato con perlage fine e persistente. Puro e sorprendente nel frutto, con un bouquet caratterizzato da ricchi sentori che ricordano la menta, le spezie, le mandorle e i fiori schiacciati. Completano l’olfattiva eleganti richiami alla crema e ai lieviti. L’assaggio è risonante e radioso, performante in lunghezza ed espressivo nella finitura.
Abbinamento: Fantasia di sfoglie salate




Pouilly-Fumé "Buisson Renard" 2011 - Domaine Didier Dagueneau

Giallo paglierino luminoso, il naso si schiude su sentori netti di frutta esotica (frutto della passione) e agrumi delicati. L'assaggio è pieno ed equilibrato, con bocca tesa e bella trama minerale. Il finale è lungo, armonico e di grande finezza.
Abbinamento: Risotto di pesce dell'Adriatico




Hermitage Rouge "Marquise de la Tourette" 2014 - Delas Frères

Rosso rubino brillante e profondo, sprigiona al naso la solita serie di frutta rossa e spezie con decise sensazioni animali di pelle e cuoio. In bocca, potente, vellutato, dotato di una importante struttura tannica che lascia un segno preciso sul potenziale di invecchiamento; spezie dolci e mineralità definiscono il vino in una lunga persistenza. Un capolavoro annunciato!!
Abbinamento: Somarino alla Polesana con polenta




Sauternes 1er Cru 2010 - Château de Rayne Vigneau

Il colore giallo carico dorato e brillante ha indirizzato subito verso inusuali percorsi di morbidezza e persistenza preceduti al naso da una nota floreale di tiglio e frutta, sottile ed "amara di Botrytis", quasi zafferano. In bocca i recettori della freschezza sono entrati subito in funzione ad equilibrare una dolcezza non eccessiva di miele, frutta cotta, litchi che sommandosi hanno portato ad una lunghissima persistenza aggrumata.
Abbinamento: Formaggi erborinati: Queso Picon DOP - Bleu de Moncenis











mercoledì 14 dicembre 2022

Vino (387) : MARRANO ROSSO VENETO IGT 2013

Cantina: Società Agricola Vignalta S.S. - Arquà Petrarca - PD 
Denominazione : IGT Rosso Veneto
Uvaggio: Merlot – Cabernet 
Gradazione alcolica: 15,0 % Vol.




Questo celebre vino prodotto da Vignalta sui Colli Euganei, zona Arquà Petrarca, Baone e Cinto Euganeo, non neessita certo della mia scheda di degustazione, essendo celebre e celebrato da Tutti. Mi preme però far notare che la mia "scheda" sarà maggiormente orientata verso l'abbinamento, anche se due parole descrittive dovremo pur dirle!! 




Di colore rosso porpora intenso, quasi impenetrabile, ovviamente la consistenza risulta notevole, direi "bella"!! Un naso composito e varietale porta subito, pur con note vegetali, verso aromi fruttati di lamponi e ribes maturi ed evoluti anche se non mancano ovviamente i terziari con vaniglia gradevolmente espressa che vira su note di cocco e cioccolato al latte; i 4 anni in tonneaux di rovere francese si sentono tutti. In bocca si ritrovano nette le corrispondenze con il naso, con un attacco leggermente tannico comunque piacevole e ben equilibrato dalle morbidezze date dall'alcol. Ancora frutti di bosco anche con note di amarena in un finale estremamente persistente, sapido ed equilibrato.




Vino dei Colli Euganei, Menu tipico e gudurioso ovviamente dei Colli Euganei. In una trattoria di "riferimento", antipasto all'italiana con funghi ed olive caserecce, tagliatelle ai 4 condimenti e "l'insuperato" pollo fritto della casa. Un crescendo gustativo pari passo seguito dal vino, morbido al punto giusto per la partenza e di magica strutura, in abbinamento, con il composito condimento della pasta, per finire con "una vera simbiosi" con il pollo fritto (che, per me, più buono non ce n'è). Simbiosi si diceva intesa come concordanza fra morbidezza del vino e "dolce sapidità" del pollo magicamente impanato e fritto; non meno concordanti ovviamente anche le aromatiche persistenze vino-cibo. Basta, andate a provare!! 



26 Novembre 2022, Trattoria "Dal Biondo", Montegrotto Terme PD, con la famiglia.

domenica 27 novembre 2022

Vino (386) : DEGUSTAZIONE DI BAROLO 17.11.2022

Con i Senzagiacca GV all'Osteria ai Trani - Rovigo - 17 Novembre 2022 - 
Presenti con me: Giorgio B. Moreno B. Pietro C. Guido C. Paolo C. Michele S. Manuel Z. Marco T.


I Senzagiacca GV..... del Barolo!!

Parlare di Barolo vuol di parlare di Nebbiolo, Originaria del Piemonte, è un'uva piuttosto “bizzarra” - “esigente" in condizioni ambientali e climatiche. Ricca di Polifenoli e di grande Acidità genera vini estremamente Longevi!!




Per le sue "esigenze" anche in Piemonte la sua coltivazione è piuttosto limitata, è di tarda maturazione, viene nel miglior modo su colline con esposizione a sud o sud-ovest, classiche della ZONA DEL BAROLO!!

Il Nebbiolo è alla base di n. 7 DOCG: Barbaresco - 
Gattinara - Ghemme - Roero - Sforzato di Valtellina o Sfursat di Valtellina - Valtellina superiore e di un grande numero di DOC.





..... un pò di storia

- Prime notizie 1268, Castello di Rivoli ( Nebbiolo) 
- Nel medioevo i primi vini prodotti
- Il vino secco così come lo conosciamo oggi, inizia ai primi del 1800 …… prima? 
Barolo ….. vino dolce !?! - causato dalla presenza di zuccheri residui che per effetto tarda maturazione e della bassa temperatura di quei luoghi non riuscivano a essere completamente fermentati - erano molto più consumati i vini francesi.

Lo sviluppo del Barolo si deve essenzialmente a Giulia Vittorina Colbert de Maulévrier - nata il 26 giugno 1786 nel castello di Maulévrier in Vandea, Francia. Nel 1806 sposa a Parigi il marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo, divenendo così la celebre Marchesa Falletti di Barolo 

….. lieviti specifici per eliminare gli zuccheri

Enologo Louis Oudart originario della zone dello Champagne (Vallèe de la Marne) Grossi contributi nel migliorare la qualità da parte di Cavour e di Carlo Alberto.




La classificazione dei vigneti e delle sottozone di Barolo fu condotta da Renato Ratti, che negli anni 1980 - dopo studi e ricerche storiche - giunse alla creazione di una mappa dei cru. Comuni principali: Barolo, Castiglione Falletto, La Morra, Serralunga d'Alba e Monforte d'Alba.

Gli stili del Barolo: Lotta sempre aperta

TRADIZIONALISTI che ritengono opportuno adottare lunghi periodi di macerazione e lunghi periodi di maturazione in botte grande;

MODERNISTI che sono invece a favore di macerazioni più brevi e maturazioni di breve periodo in barrique.

Barolo esce sempre e comunque vincitore con vini capaci di confermare le ragioni e l'eccellenza dell'una e dell'altra parte.



Noi abbiamo degustato entrambe le proposte produttive. 





LA DEGUSTAZIONE






(1) - Barolo DOCG "Rocche dell'Annunziata" 2018 - Renato Ratti - (Affina in barriques e poi in botti di rovere)
Colore rosso granato, decisamente consistente. Un naso piacevole, intenso, accattivante. Nette le sensazioni fruttate e floreali; frutti rossi e rosa la fanno da padroni, senza però coprire un finale, per diluizione, di liquirizia ed humus. Lunga la persistenza al palato dove emerge la grande struttura del vino fra note speziate e minerali.        

(2) - Barolo DOCG "Serra" 2017 - Giovanni Rosso - (Affinamento in botte grande)
Di un bel rosso rubino si presenta consistente con lacrime lente e sufficientemente fitte. Un naso "importante", direi ampio, con riconoscibili note di cuoio e scatola di sigari. Non manca il fruttato con ciliegie in confettura, mirtili e more in senzazione evoluta. Un sorso importante pieno, strutturato persistente dove si ritrovano le senazioni fruttate sommate a morbidi tannini, primi sentori del tempo che passa ....

(3) - Barolo Monprivato DOCG 2016 - Sordo - (Invecchiamento di due anni trascorso in grandi botti di rovere di Slavonia)
Rubino, tendente al granato, consistente. Al naso spezie dolci e legno di liquirizia in un complesso fruttato evoluto. Non mancano lievi sentori balsamici e di ginepro. In bocca ancora fresco con morbidi tannini, ma presenti. Retrogusto persistente di frutta nera evoluta e mineralità percettibile.

(4) - Barolo Sarmassa DOCG 2015 - Marchesi di Barolo - (Matura due anni, parte in botti di rovere di Slavonia e parte in barrique di rovere francese)
Ancora rosso granato intenso e ben definito alla vista, ottima consistenza. Prugne, ciliegie, frutti di bosco, immediatamente al naso, poi spezie decise, chiodi di garofano, pepe nero, liquirizia, noce moscata. Tannini morbidi con chiare sensazioni fruttate, una bocca importante e ben definita. Eccellente persistenza finale ancore su frutta e spezie. 

(5) - Barolo Bussia Riserva DOCG "Riserva 7 anni" 2009 Pianpolvere Soprano - (Riposa per ben sette anni in botti di legno grandi)
Alle vista si presenta di un bel rosso granato, segno dell'età, comunque intenso e consistente. Il naso è decisamente evoluto, "strutturato" (se si può dire) con nobili sentori speziati, importante sottobosco "concentrato" di ribes, more e lamponi, e note balsamiche e mentolate. In bocca ancora piacevolissimi tannini, fresco e armonico, chiude in bellezza con una contenuta mineralità. 

(6) - Barolo Chinato - Pio Cesare
Si presenta di un bel rosso rubino, decisamente consistente. Al naso le varie spezie si sentono tutte anche se china e cannella sono preponderanti. In bocca caldo, non poteva essere diversamente con i suoi 16°, morbido ed appagante, trasmette una sensazione gustativa composita e gradevolissima. Chiaramente lunghissima persistenza su note "amaricanti".


Risotto al Barolo con sfilacci di Lepre - Maialino in Porchetta - Torta Barozzi '+' (mia ricetta)


giovedì 24 novembre 2022

Vino (385) : FRANCIACORTA DOCG ROSÈ "BOKÈ" BRUT MILLESIMATO 2018

Cantina : Villa Franciacorta - Monticelli Brusati  BS
Denominazione : Franciacorta DOCG 
Cépages : Pinot Nero 70% - Chardonnay 30%
Alcol: 12,5 % Vol.
Note: Metodo Classico. Sboccatura 07/2022




Questo Franciacorta Rosè Brut Millesimato DOCG 2018 della cantina Villa Franciacorta è un blend di uve Pinot Nero e Chardonnay. Interessantissimo spumante Brut si presenta autorevole e vigoroso. Il vitigno Pinot Nero si percepisce con chiarezza regalandoci una gran struttura e una rara piacevolezza di beva. Di colore rosa tenue ed un perlage fine e persistente. Al naso è elegante, note di piccola pasticceria, mora, ribes e lampone. Al palato "croccante" e fragrante. Di buona struttura e persistenza. 




Fatto senz'altro collegato alla messa in bottiglia nella primavera successiva all'anno della vendemmia; rifermentazione in metodo classico con lieviti selezionati e successivo affinamento sugli stessi per un minimo di 36 mesi nelle cantine interrate a 12-15°. Metodologia classica ma l'assaggio del vino indirizza verso una versione particolarmente curata della varie operazioni di cantina.





E' la classica bollicina a tutto pasto, per me si sposa in modo ideale ai crostacei ma anche con le carni in "semplice cottura". Per noi si è trattato appunto di un abbinamento evoluto; ai Trani, in Rovigo, aperitivo si, ma anche un magico antipasto con il "nostro" abbinato con il Tataki di manzo Garronese veneta, salsa ponzu e buerre blanc. Una vera specialità del locale con un grande abbinamento senz'altro da provare!!




18 Ottobre 2022, "Osteria Ai Trani" a Rovigo, con Fabrizio C. e Luca DB.