lunedì 6 luglio 2026

Vino (482) : SÒT METODO CLASSICO 2019

Cantina : Cascina Sòt - loc. Bussia San Pietro a Monforte d'Alba
Denominazione : VSQ Metodo Classico Millesimato 
Cépages : Pinot Nero - Chardonnay (% non dichiarate)
Alcol: 12,0 % Vol.
Note: In rete indicato anche vitigno Nebbiolo. Affinamento 36 mesi in bottiglia. 






Si tratta una produzione artigianale di una piccola azienda delle Langhe, più nota per i suoi vini rossi da Nebbiolo che per le bollicine, quindi il Metodo Classico rappresenta, in questa realtà, una produzione piuttosto ricercata e non di larga diffusione. Mi sono trovato a degustare questo vino quasi per caso; un venditore aveva lasciato, per assaggio, una bottiglia nel locale che frequento, e all'ora della aperitivo, con il Titolare l'abbiamo stappata ed assaggiata con una certa curiosità che derivava da non aver mai sentito parlare di questo Metodo Classico. Si è presentato con un giallo paglierino brillante ed una "bella" effervescenza. Un naso, all'inizio un pò chiuso, ci ha poi ripagato con netti fiori bianchi assieme, ma meno marcato, a note di pulita frutta bianca. 




Gusto fresco, con perlage molto fine e persistente, elegante e pulito. Nulla di eccezionale ma un buon prodotto con un discreto finale adatto anche per per cenare in queste notti estive.

Noi ci siamo accontentati di due taralli e anelli di sfoglia, ma credo che del Parmigiano Reggiano, non troppo stagionato, od un risottino con lo stesso avrebbe ben dato indicazioni nettamente migliori su questo "Piemontese" sui generis !! 






24 Giugno 2026, da "Antico Coghetto" in Rovigo, con Maurizio M.

giovedì 2 luglio 2026

Vino (481) : GAJA & REY CHARDONNAY 1999

Domaine : Gaja Distribuzione - Barbaresco - CN
Denominazione: Langhe Chardonnay Doc
Uvaggio: Chardonnay 100% 
Titolo Alcolometrico: 13,5 % vol.




Questo "Gaja & Rey Chardonnay del 1999" è stato conservato perfettamente (temperatura stabile, bottiglia coricata, nessuna ossidazione anomala). Beata la mia frigo-cantina che lo ha conservato per anni a 14° di temperatura ed al 40% di umidità: uno spettacolo aprirlo !! Di primo acchito mi sembrava di essere ritornato a Madeira dove, tra le altre cose, avevo bevuto un Madeira Bual del 1922 che devo dire il naso, il colore e la consistenza questo Chardonnay Piemontese mi ricordava (attenti parlo di questo vino, che ha oltre di 26 anni !!). 



Devo però dire che i paragoni dopo tutti questi anni mi sembrano anche fuori luogo non essendo di fatto discendenti da Pico della Mirandola. Insomma aperta questa bottiglia capiamo subito che il vino si è conservato benissimo: al naso, nocciola e mandorla, burro fuso e pietra focaia, con una nota "minerale dolce" che ci ha sorpreso. Il colore decisamente ambrato, quasi topazio ci ha fatto ricordare l'età del vino ma non ci ha sconvolto. In bocca più complesso che ossidato, con una nocciola ben presente che non escludeva la freschezza e la mineralità. 





Non so se i grandi Montrachet maturi, maturi hanno caratteristiche simili, ma pensare ad uno Chardonnay italiano tenti di ripercorre quelle strade "mi rende orgoglioso" anche se il nostro, forse, si è evoluto un pò anche in senso ossidativo. Devo ammetterlo quindi che quest'ultima sensazione è alla fine uscita fuori, ma poco poco, tanto che non ha "rovinato nulla" del piacere che ci ha fornito questa rara degustazione.









23 Maggio 2026, "Antico Coghetto" in Rovigo, con Lore Bar e Maurizio M.